La manifestazione
Passi indietro e segnali d'incertezza
L'altoforno e l'incertezza dei piani di Cevital
Tutti sperano che lunedì 23, al via del confronto con i sindacati, Cevital presenti finalmente il piano industriale, e dica in modo chiaro cosa vuol fare. Ma è difficile immaginare che sia la volta buona. Motivo: Cevital sta valutando la possibilità di riaccendere l’altoforno e forse la cokeria, seppur data per morta e sepolta. Insomma, le indiscrezioni pubblicate dal Tirreno nei giorni scorsi hanno trovato conferma.
Non si tratta di pour parler, ma ci sono aziende che stanno preparando preventivi. Lecito che in città ci sia chi ci spera, pensando che l’eventuale ripartenza dell’altoforno come una macchina del tempo riporti Piombino alla sua vita precedente, ai giorni del lavoro per tutti. L’impressione invece è che riparlare di altoforno – spento quasi un anno fa – rappresenti un passo indietro e, anche si trattasse solo di una valutazione, comunque un segnale di incertezza sui reali progetti.
Ma come, si annunciano da mesi due forni elettrici in Padule, ripulendo il vecchio stabilimento da altoforno e cokeria per realizzare un impianto agroalimentare (liberando così la città dalla schiavitù dei fumi e dei rumori), si progetta lo spostamento delle colate continue e poi si ragiona di nuovo di altoforno? Un impianto vecchio, da revampizzare con qualche decina di milioni, in 6-8 mesi se va bene. Si dice che potrebbe essere utile per fare billette a basso costo in attesa di realizzare, a quel punto, forse solo un forno elettrico. Ma dove? Mezza acciaieria in città e mezza in Padule? E’ consapevole Cevital del tempo e dei soldi che occorrerebbero per le autorizzazioni ambientali?
Infine, a quel punto l’agroalimentare nascerebbe in mezzo all’acciaieria? Cevital ha preso uno stabilimento fallito, non va mai scordato, e ha tutto il diritto di fare le sue scelte. Ma può dirci monsieur Rebrab, una volta per tutte, come e quando vuol far ripartire la sua acciaieria?
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