Il Tirreno

Ladri alla Madonna del Monte

Rotto il tabernacolo e rubati i pannelli del mosaico. Don Bersani chiede aiuto

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MARCIANA. L’audace colpo dei soliti ignoti questa volta pare molto più grave, visto che lo scenario è un luogo sacro: la Madonna del Monte. Don Gianfranco Bersani, il rettore del santuario, chiede aiuto affinché la refurtiva, una parte di mosaico, venga restituita. Al santuario dedicato a Maria Assunta (del 1300), manca la parte inferiore di una finestra a mosaico: raffiguranti i santi risalgono agli anni Settanta del secolo scorso, donate da alcuni benefattori tra cui Bertha Mantelli di Firenze, ma non hanno particolare valore commerciale.

Però pure il tabernacolo dell’altare è stato rotto (nella speranza forse di trovare un calice prezioso).

Fatti tristemente di rilievo visto che non si ricordano casi analoghi in questo luogo religioso (dove soggiornò nel 1814 anche Napoleone, esiliato sull'isola). Bravata assurda, furto su commissione o cos'altro?

«Non mi sembra un gesto sacrilego – commenta il parroco don Bersani – In un primo momento pensavo che la finestra si fosse rotta... invece da un’osservazione più attenta si capisce bene che si tratta di un furto: , solo osservando meglio ho notato che tutto fa pensare proprio ad un furto che dev’essere stato interrotto da escursionisti di passaggio perché anche in altre finestre era stato rimosso lo stucco che sorregge i pannelli».

In chiesa Nella 4 le finestre che raffigurano santi tra cui san Bernardino, san Cerbone, san Paolo della Croce. Colpisce che qualcuno si sia fatto l'impegnativa salita per raggiungere gli oltre 600 metri di altezza del santuario per rubare parte di mosaico.

«Non capisco cosa se ne facciano della finestra – si chiede sgomento il sacerdote – un furto in un luogo così importante, da tutti rispettato da secoli. Incredibile. Faccio appello alla coscienza di tutti. Magari gli stessi autori del gesto sono in tempo a ripensarci e possono farci ritrovare la parte di finestra che hanno preso...». Il santuario è stato di recente restaurato totalmente nella parte esterna con 170 mila euro di beneficenze e in buona parte ritoccati anche gli interni artistici, dall'archetto Paolo Ferruzzi.

Stefano Bramanti

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