Il Tirreno

IL CASO

La Procura indaga per omicidio colposo

Alessandro De Gregorio
Una bella immagine di Francesca Camiciottoli
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Una bella immagine di Francesca Camiciottoli

Sulla morte della quarantenne Francesca Camiciottoli il pm ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti

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PIOMBINO. La domanda che si stanno facendo in Procura è: perché? Perché nessuno ha disposto o quantomeno consigliato il ricovero immediato di quella giovane madre? Forse è per questo motivo che al momento il sostituto procuratore Daniele Rosa ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma a carico di ignoti, sulla tragica fine di Francesca Camiciottoli. Il magistrato in questa fase non ha ritenuto di dover iscrivere alcun nome in quel fascicolo, pur disponendo l’autopsia. Di solito in questi casi l’iscrizione è automatica, non prelude a un’incriminazione essendo (appunto) a garanzia degli indagati che possono così nominare propri consulenti di parte facendoli assistere a un atto irripetibile quale è l’esame autoptico. La sensazione che se ne trae è che non si metta minimamente in discussione la causa di morte, ovvero l’infarto, come se l’accertamento dell’anatomopatologo fosse una formalità da espletare prima di entrare nel merito, nel nocciolo della questione.

La domanda che si fanno in Procura è un’altra, perché, dando un’occhiata alla documentazione acquisita dalla polizia, quelle carte dimostrerebbero da sole che i medici non avevano dubbi sui sintomi di cui soffriva la donna. Ma nonostante questo non avevano ritenuto necessario né trattenerla in ospedale nel primo caso, né mandarcela nel secondo.

Torniamo a ricostruire questa tragica vicenda, partendo dalla mattina di giovedì 12. Francesca, 40 anni ancora da compiere, madre di una bambina di 13 anni, da alcuni giorni si sente male. Lo confida ad alcune amiche e al proprio compagno, Lorenzo Orsi. Quella mattina decide di andare al pronto soccorso di Villamarina. Vi si reca da sola, senza ambulanza. Forse è anche per questo che, al triage, il suo codice di accettazione è verde, cioè non urgente. Francesca viene visitata da un medico, al quale riferisce di avvertire un forte dolore al braccio sinistro e al palato. Sembrano i sintomi di un infarto in corso. Le viene chiesto se abbia mai sofferto di cuore e lei risponde di no, come poi confermerà anche il suo medico curante agli investigatori. La ragazza viene sottoposta ad elettrocardiogramma e a un prelievo di sangue. Viene controllato anche il parametro degli enzimi. Nessun ricovero.

A questo punto non sappiamo cosa le viene detto. Di fatto, non viene ricoverata. E non è lei a rifiutarsi, altrimenti avrebbe dovuto assumersene la responsabilità per iscritto mentre sul referto, firmato dal medico, non c’è alcuna annotazione del genere. Forse le viene consigliata una visita specialistica. Francesca ne parla in casa con il compagno. Il malessere del resto non la abbandona del tutto e così decide di andare da un privato, anziché chiedere una visita specialistica attraverso i canali della sanità pubblica. Insomma, per accorciare i tempi. E poi lei è originaria di Braccagni e qualcuno le fa il nome di un cardiologo di Grosseto.  Francesca prende un appuntamento e vi si reca lunedì 16.

Secondo il cardiologo quegli episodi di dolore sarebbero compatibili con l’angina pectoris. Ma neanche lui ritiene urgente un ricovero, prescrivendo un ecostress (elettrocardiogramma sotto sforzo) e «un’opportuna valutazione immediata in caso di recidiva».

Francesca così torna a casa, nel suo appartamento di via Trento e Trieste. Prende alcune medicine, a quanto pare. Non perde il sorriso, né la voglia di scherzare o di manifestare il proprio amore per la figlia. Basta leggere gli ultimi post su Facebook. Ma continua a non sentirsi bene. L’indomani si sveglia presto. Prepara la colazione alla figlia, aspetta che la ragazzina vada a scuola e poi mette al fuoco la macchinetta del caffè. Sono le 8 e stavolta il dolore è più forte del solito. E stavolta non le dà scampo. Il compagno prova a soccorrerla, chiede aiuto, telefona al 118. Ma quando arriva l’ambulanza Francesca è già morta.

 Era evitabile questa tragedia? Se lo chiede il pm, che ha conferito l’incarico al medico legale David Forni per l’autopsia in programma venerdì 20. Se lo chiedono all’Asl, dove prosegue un’inchiesta interna e parallela. Se lo chiedono i familiari e i tantissimi amici, ancora sotto choc. Intanto il padre e il fratello della ragazza si sono rivolti all’avvocato Alessandro Napoleoni, che ha nominato un consulente.

Dal Blog "38 è febbre": La legge dei tagli

 

 

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