Toscana di Navigazione, ok l’aumento di capitale
L’assemblea dei soci dà il via libera all’immissione in società di 5 milioni di euro in attesa della decisione della Regione che sta ancora valutando i requisiti
PORTOFERRAIO. L’aumento di capitale è cosa fatta: nelle casse di Toscana di Navigazione entrano cinque milioni di euro. A comunicarlo l’armatore sardo Franco Del Giudice, socio di maggioranza della compagnia marittima, che sottolinea come «entro quindici giorni, o al massimo un mese, nella cordata entrerà anche un terzo socio industriale», che siederà quindi allo stesso tavolo del titolare di Delcomar, del presidente del gruppo Alilauro e di Siremar, l’ex senatore Salvatore Lauro, e degli altri imprenditori coinvolti.
La società che ha vinto il ricorso al Consiglio di Stato si arricchirà quindi di almeno un altro protagonista, anche se al momento la sua identità non è nota. Intanto, a Roma, i soci di Toscana di Navigazione ieri si sono ritrovati per dare il via libera all’aumento di capitale. Per impegni improrogabili non era presente l’amministratore delegato Franco Del Giudice (che possiede circa il 57% delle quote della compagine) che ha virtualmente partecipato inviando un’apposita delega. I cinque milioni di euro immessi nelle casse di Toscana di Navigazione – come preannunciato una decina di giorni fa da un comunicato dell’azienda – serviranno per le operazioni di routine, propedeutiche all’eventuale ingresso in Toremar, come il pagamento delle fidejussioni richieste dalla Regione Toscana. Ma il passaggio dell’ex compagnia statale non è certo cosa fatta. Al momento la Regione sta ancora verificando i requisiti soggettivi in possesso di Toscana di Navigazione e fra l’ente pubblico e la società è in corso «un normale carteggio», come ha rivelato lo stesso Del Giudice.
Le tempistiche – come l’esito dell’operazione – non sono note, anche se i legali fiorentini Paolo Golini e Giovanni Calugi – esperti di diritto amministrativo e di appalti pubblici – in un’intervista al Tirreno hanno spiegato come il passaggio di questo specifico esame «dovrebbe essere una formalità». Moby Lines, dal canto suo, ha più volte dichiarato di non voler assolutamente rinunciare alle quote dell’ex società satellite del Gruppo Tirrenia, anche perché la sentenza del Consiglio di Stato che condanna la Regione ad assegnare Toremar a Toscana di Navigazione arriva a tre anni dalla conclusione della gara. E nel frattempo la famiglia Onorato ha ottemperato a quanto imposto dal bando, ossia al ringiovanimento della flotta, con la vendita di Planasia, Aegilium e dell’aliscafo Fabricia, la messa in linea della Rio Marina Bella, della Giuseppe Rum e dell’Acapulco Jet e il refitting di Oglasa, Aethalia, Liburna e presto della Marmorica.
Insomma, la battaglia è solo all’inizio.
Se Toscana di Navigazione supererà l’esame dei requisiti, Toremar – a tre anni dalla sua privatizzazione – potrebbe davvero passare di mano. Un’eventualità che, nei giorni immediatamente successivi alla sentenza, ha spaventato sindaci, lavoratori e sindacalisti, mentre gli elbani sono rimasti stupiti.
Dalla Regione si sono affrettati a dire che «per i lavoratori e i passeggeri non cambierà nulla». Ma se arriverà un nuovo contratto di servizio (sempre di dodici anni) oppure si concluderà tutto con un nulla di fatto, lo sapremo solo nelle prossime settimane.
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