Attenzione
Muore a 40 anni uccisa da un infarto
Francesca Camiciottoli lascia il compagno e una figlia tredicenne Giovedì era stata al pronto soccorso ma l’avevano dimessa
PIOMBINO. La bimba già fuori casa, diretta a scuola. La macchinetta sul fuoco per il caffè del mattino. E quel dolore al petto che torna. Più forte. Da togliere il respiro. I soccorsi vani. La morte.
Ieri mattina intorno alle 8 un infarto ha ucciso Francesca Camiciottoli. A quarant’anni. Una figlia, Maddalena, di 13, studentessa alle medie in via Fucini. Un compagno, Federico Orsi, operaio in Lucchini, con cui conviveva da tempo nel piccolo appartamento di via Trento e Trieste. Lì, dove si è consumata una tragedia che lascia tanto amaro in bocca e qualche interrogativo.
E’ stato Federico a dare l’allarme al 118, sopraggiunto di lì a poco con un’ambulanza della Misericordia e il medico a bordo. I tentativi di rianimare, l’intubazione. Tutto andato a vuoto. Per Francesca non c’è stato più niente da fare.
Già da alcuni giorni la donna non stava bene. C’era sempre quel qualcosa al petto che non la faceva stare tranquilla. Anche di recente, parlando alle altre mamme al ricevimento con gli insegnanti per la consegna delle pagelle, aveva accennato al suo malessere. Che non passava. Tanto da farla decidere, giovedì mattina, per una visita al pronto soccorso di Villamarina.
Codice d’accesso verde, nessuna urgenza particolare. Pressione alta, quella sì. Un elettrocardiogramma, i controlli di routine in questi casi e le dimissioni. Non è stata ravvisata la necessità del ricovero.
Francesca, però, continuava ad accusare i malori. Per questo aveva deciso di rivolgersi al cardiologo di uno studio privato di Grosseto. Lunedì pomeriggio la visita, durante la quale il professionista ha visto che qualcosa non andava e le aveva prescritto ulteriori accertamenti.
Ora, gli unici accertamenti possibili saranno quelli sul corpo della donna. Il magistrato ha disposto l’esame autoptico e incaricato il perito che lo eseguirà. Perché non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di un infarto, a portarla via. C’è da capire se la tragedia poteva essere evitata.
Francesca era originaria di Braccagni, nel grossetano, dove vive ancora il padre e dove aveva ancora tanti amici. Dopo l’incontro con un piombinese, Vincenzo Mazzola, si era trasferita in città. E dalla loro unione, nel 2001, è nata Maddalena. Il loro orgoglio.
Dopo qualche tempo, la separazione. Adesso Vincenzo vive all’Elba. Lì, ieri mattina, lo ha raggiunto la telefonata. Per l’uomo c’è stato appena il tempo di imbarcarsi sul primo mezzo disponibile e raggiungere Piombino. Per fare una cosa che non avrebbe mai pensato di dover fare: varcare il cancello della scuola e dire a sua figlia cosa era accaduto. Che la sua mamma non c’era più. Insieme, hanno raggiunto via Trento e Trieste. Perché Maddalena voleva vederla, la sua mamma. Un desiderio che non è stato possibile esaudire. All’interno dell’appartamento, solo gli operatori sanitari e la polizia scientifica.
La salma adesso è all’obitorio del cimitero. Un primo esame esterno è stato eseguito. Ora si dovrà aspettare l’intervento del medico legale incaricato dalla procura.
Solo con il nullaosta del magistrato il corpo di Francesca Camiciottoli tornerà alla famiglia per il funerale. E Maddalena potrà accompagnare la mamma nel suo ultimo percorso.
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