Il Tirreno

Gramsci e la guerra conferenza domani in sala consiliare

PIOMBINO. A cento anni di distanza il Comune di Piombino, in collaborazione con Arci territoriale e Regione Toscana si prepara a rievocare la Grande Guerra per farne comprendere lo sviluppo e il...

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. A cento anni di distanza il Comune di Piombino, in collaborazione con Arci territoriale e Regione Toscana si prepara a rievocare la Grande Guerra per farne comprendere lo sviluppo e il significato per l'Europa di oggi. Un programma di iniziative, organizzate dall'Archivio storico della città, che avranno inizio domani (alle 17) nella sala consiliare del palazzo comunale con la conferenza di Angelo D'Orsi, ordinario di storia del pensiero politico all'Università di Torino. Il professor D'Orsi, studioso di Gramsci e di storia della cultura, parlerà in modo particolare della figura di Gramsci (nella foto il professor D’Orsi durante un seminario su Antonio Gramsci) rispetto alla guerra. A Gramsci dedica da decenni un'attenzione particolare. È stato professore invitato in diversi atenei fuori d'Italia. Partecipa regolarmente a convegni e seminari nazionali e internazionali. Ha una bibliografia vastissima, con una trentina di volumi, un centinaio di saggi, e un migliaio di articoli.

Nella battaglia di idee scatenata davanti alla guerra mondiale, dopo le primissime esitazioni dell'ottobre 1914, la posizione di Antonio Gramsci, da quando cominciò regolarmente a scrivere per la stampa socialista, fu coerentemente e inflessibilmente contro il conflitto. La sua analisi collocherà quel conflitto nell'urto fra le diverse potenze imperialistiche, respingendo la propaganda dei “buoni” contro i “cattivi”, o, come già allora si diceva, della “civiltà” contro la “barbarie”. Ma nel suo lavoro giornalistico, il giovane Gramsci porta avanti una diuturna lettura, attenta, raffinata, penetrante dei meccanismi della guerra, vista come luogo per eccellenza della menzogna e della stupidità. Non tanto i fatti bellici lo interessano, o i contesti diplomatici, ma piuttosto gli effetti della guerra sulle persone, sul loro modo di pensare, sugli stereotipi della propaganda, che egli smonta con lucida spietatezza, mettendo alla berlina uomini e idee, governi e amministrazioni locali, giornali e accademie. Si tratta, si può affermare, del primo capitolo della lunga battaglia di Antonio Gramsci per la verità, ossia volta a smascherare le menzogne, a far cadere i luoghi comuni, a demistificare gli idoli.

Una linea alla quale, pur nei cambiamenti di contesti biografici e storici, Antonio Gramsci rimarrà fedele fino alla morte, avvenuta nel 1937, a poco più di 46 anni, dopo la lunga, penosa detenzione imposta dal regime mussoliniano. Una nuova conferenza, ma questa volta rivolta alle scuole sul tema più generale della posizione degli intellettuali e dei partiti politici davanti alla guerra, sarà tenuta dal professor D'Orsi venerdì alle 9,30 al'auditorium del Centro Giovani, mentre lunedì 23 sarà proiettato alle 9,30 il film “Torneranno i prati” di Ermanno Olmi, in programmazione anche nel cinema d'essai al cinema Metropolitan i giorni lunedì 23 e di martedì 24.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa