Il Tirreno

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«Ecco la sanità che vogliamo»

Il segretario Zini: l’accordo del 2012 sia il punto di partenza

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PORTOFERRAIO. «L’accordo del 2012 tra i sindaci e la Conferenza era e resta il punto di partenza per sviluppare il modello di sviluppo della sanità dell’Isola d’Elba, collegato con le eccellenze della Toscana e di cui possono beneficiare anche i presìdi della costa». A sostenerlo è il Pd dell’isola d’Elba, con una nota firmata dal segretario elbano Federico Zini, in seguito alle recenti prese di posizione emerse sulla stampa e le polemiche circa la rete tra i presidi ospedalieri di Portoferraio, Piombino e Cecina.

«Abbiamo uno strumento da utilizzare, il nuovo piano socio-sanitario che riconosce la peculiarità del territorio insulare, riconoscimento forse per qualcuno tiepido e poco chiaro, ma c’è e va usato dandogli noi la forza di cui necessita – sostiene Zini – facciamo un accordo di programma con la Regione, chiamiamolo anche patto territoriale fra i sindaci e la Regione: il modello sperimentale dovrà garantire un livello di organizzazione dei servizi territoriali e ospedalieri in grado di dare risposte immediate, certe, h24: significa avere un pronto soccorso efficiente e funzionante dove i codici bianchi non devono affluire perché gestiti sul territorio dai medici di base, dove medicina, chirurgia, ortopedia, pediatria, ostetricia e ginecologia (area dell'emergenza urgenza) hanno equipe mediche stabili (e non itineranti), con la possibilità di garantire l’appropriatezza delle prestazioni attraverso formazione continua e pratica anche con la struttura universitaria di Pisa cui faremo riferimento, e con la quale si possonosiglare specifici protocolli di intesa e convenzioni». Il Pd ribadisce come ciò significhi non rinunciare alla gestione della camera iperbarica, al servizio di dialisi, all’oncologia, al servizio di radiologia e analisi, questi ultimi collegati all’emergenza urgenza. «Significa – aggiungono dal Pd – avere sul territorio servizi e strutture di base (ambulanze attrezzate con medico a bordo, medicina di iniziativa, Adi, cure palliative). La nostra sanità potrà così anche essere un nodo di una rete più complessa e non ancillare, per le prestazioni programmate per la specialistica e l’alta specialistica, per la formazione ed i tirocini che potrebbero portare all’Elba giovani medici. Potremmo anche ipotizzare la presenza sul territorio elbano di una eccellenza come la riabilitazione, utilizzando le eccezionali condizioni climatiche del nostro territorio». Dar vita ad un accordo di programma che vada in questa direzione vuol dire, secondo il Pd, «avere una Conferenza dei Sindaci che avanza unitariamente una proposta concreta, realistica, che si confronta con il proprio braccio tecnico rappresentato dall’Asl. Il Pd è pronto a confrontarsi con i sindaci dell'Elba ed a sostenere un percorso politico che si presenti con queste caratteristiche».

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