Il Tirreno

Crepe all’Annunziata che ora rischia il crollo

di Michelangelo Pasquinelli

La chiesina medievale di Prata in condizioni sempre peggiori per colpa della pioggia La Curia aveva promesso interventi rimasti indietro per altri lavori ritenuti più urgenti

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SIVERETO. Ancora una volta un allarme per le minacce di crollo per l’antichissima chiesa medievale dell’Annunziata che si trova ai bordi del bosco sulla panoramica strada fra Prata di Suvereto e Sassetta.

Sulla facciata si notano alcune grosse crepe, soprattutto dalla monofora fin sopra la porta. Per di più sul tetto sono cresciuti arbusti e piante che vi hanno radicato contribuendo a rendere la costruzione meno stabile dopo secoli di vita.

Qualcuno, in questi giorni, ha evidenziato la cosa ai vecchi proprietari che nel 2006 donarono la chiesa alla diocesi di Massa e Piombino e che ora ricordano i lavori di recupero della struttura promessi al momento della donazione.

Gli esperti confermano che le mura laterali potrebbero anche cedere e far crollare le volte, ma allo stesso tempo è chiaro che le crepe stesse non si sono manifestate all’improvviso, ma sono un lento fenomeno di decenni di infiltrazioni di agenti atmosferici. Dal canto suo la curia aveva allestito un progetto per arrestare il degrado per poi pensare a un futuro restauro, ma motivazioni contingenti e di forza maggiore ora vedono prioritari altri grossi interventi a edifici sacri fra i più importanti in assoluto e di grande valore artistico.

Ovviamente si spera sempre di poter fare qualcosa anche per questa “misteriosa” chiesa sorta ai margini del bosco, probabilmente costruita come sosta e rifugio per i viandanti su una strada che nel medioevo ricopriva una certa importanza, con strutture adiacenti ancora individuabili.

Le sue origini non sono però ancora del tutto ricostruite, se non si vuol dare credito alla tradizione delle cento chiese che la contessa Matilde di Canossa doveva costruire per ottenere dal papa l’autorizzazione a dire messa. Questa sarebbe, cioè, una della serie, come le “gemelle” pievi di San Giusto a Suvereto e di San Giovanni nel cimitero di Campiglia. Si parla anche di un fantomatico tesoro che sarebbe stato nascosto nelle adiacenze dell’edificio, a giustificazione di alcune buche improvvisamente scavate nottetempo diversi anni fa.

La collocazione della chiesa dell’Annunziata non ne favorisce certo la cura, ma la bellezza della costruzione in pietra viva e in stile romanico, le sue volte interne e la sua storia ne fanno un’attrattiva per la zona, oltre al valore religioso. Proprio sul bordo della strada c’è anche una fontina comunale con una buonissima acqua del vecchio acquedotto suveretano che veniva dalle Loppole.

La chiesa è da tanti decenni sconsacrata, ma nei tempi più recenti è stata ricettacolo di sporcizia e di scritte oscene dei soliti vandali. Da qualche anno i due ingressi sono stati chiusi con cancelli.

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