Italia
Parco termale come una discarica
Bartalesi chiede aiuto: segnalare gli incivili
VENTURINA. «Il parco termale non può diventare una discarica». Dopo la segnalazione fatta dal Tirreno di una discarica a cielo aperto all’interno dell’ex cava di Venturina, a due passi dalle terme, l’assessore all’ambiente Vito Bartalesi si appella nuovamente al senso civico dei cittadini, invitando inoltre a collaborare con l’amministrazione quanti sanno o vedono qualcosa, in modo da riuscire a identificare furbetti e incivili. In quella zona, parte della quale destinata alla realizzazione di un’area attrezzata per attività ludico ricreative del parco termale, è stato abbandonato di tutto: dall’eternit, il rifiuto più pericoloso, a vecchi frigoriferi, mobili, materiale edile e tanta spazzatura. Molte lastre di amianto, visibilmente deteriorate, giacciono in cima alla stradina, che parte da via del Parco termale, e anche nell’enorme piazzale privato – così indicato da un cartello all’ingresso - usato come discarica. E l’accesso è libero e aperto a tutti. L’assessore ha già fatto un sopralluogo nei giorni scorsi e, come ha ribadito in altre occasioni, smaltire l’eternit è un’operazione onerosa per la casse comunali, con soldi che vengono oltretutto distratti da opere e lavori di manutenzione.
«Ci vorranno intorno ai cinquemila euro per smaltire l’eternit – spiega Bartalesi - e ora rifinanzieremo l’apposito capitolo di bilancio per impegnare le risorse necessarie. Soldi che dovremo togliere da altri interventi o opere pubbliche a causa dell’inciviltà di gente che oltretutto agisce sapendo di commettere un illecito. L’ambiente è di tutti e bisogna rispettarlo. Su quell’area, inoltre, c’è un progetto di percorso trekking e passeggiate nella pinetina per il parco termale, e non può diventare una discarica. E’ chiaro che quando siamo di fronte a una simile aggressione del territorio, poiché abbandoni del genere sono stati segnalati anche in altri luoghi, bisogna che scatti il senso civico delle persone, e che chi sa qualcosa lo segnali così da collaborare insieme a Comune, polizia municipale e Asiu per arrivare ai responsabili. E per avere maggior controllo del territorio, perché con le nostre forze non ce la facciamo».
L’amministrazione interviene, sottolinea l’assessore, in luoghi pubblici, e in caso di abbandoni o discariche in proprietà privata «può fare un’ordinanza di obbligo di rimozione al proprietario qualora ne sia accertata la responsabilità di gestione illecita dell’area segnalata».
Nel grande piazzale in questione c’è un cartello che indica la proprietà privata e il divieto di discarica, specificando che si tratta di un’area videosorvegliata. In questo caso il proprietario potrebbe anche fare denuncia contro ignoti. «Oltre all’amianto – aggiunge Bartalesi – lì sono stati lasciati anche frigoriferi, mobili e quant’altro. Ma è così difficile chiamare l’Asiu che ritira gratis gli ingombranti, oppure portarli alle isole ecologiche di Campiglia e Venturina? Non riesco a spiegare perché non si faccia ricorso a questi servizi».
E’ comunque bene ricordare che l’abbandono di rifiuti pericolosi, come l’eternit, è vietato dal decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede sanzioni anche per migliaia di euro, e in alcuni casi l’arresto. «Ovviamente – rimarca l’assessore – nel caso di indizi che possano portare a un’identificazione dei responsabili non esiteremo a fare esposto. Poi se ne occuperanno i carabinieri».
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