Lutto
Asiu, il futuro di Murzi resta nelle mani dei sindaci
Fabiani: il problema non sono le nomine ma il futuro dell’azienda e della Tap
Legambiente per il conglomix, Parodi vuole trasparenza. E Barbarese conferma l’addio
PIOMBINO. «Il problema non sono le nomine, ma il futuro di Asiu e Tap». E’ questo l’unico commento di Valerio Fabiani, segretario di federazione del Pd, al termine dell’incontro con i sindaci che si è svolto lunedì pomeriggio. Fabiani dunque, almeno formalmente, ribadisce di fatto quanto già dichiarato nei giorni scorsi: il futuro di Fulvio Murzi e della municipalizzata Asiu, alle prese con i debiti e col caso Tap, è cosa che riguarda i sindaci.
Così l’unica notizia filtrata dal muro di no comment, è la conferma delle dimissioni del direttore generale di Asiu, Enrico Barbarese, da tempo in rotta con Murzi sulle strategie per uscire dalla crisi e in particolare sul futuro di Tap.
Se quindi nessuno dei sindaci Pd si esprime dopo la riunione in via Marco Polo, resta inteso che al momento vale ancora quanto espresso pochi giorni fa dal sindaco Massimo Giuliani, che di fronte alla richiesta di dimissioni di Murzi da parte delle liste civiche della Val di Cornia, capo di una municipalizzata col bilancio in rosso e con l’impianto Tap fermo, aveva ribadito la fiducia nel presidente di Asiu. Alla vigilia del consiglio comunale infatti Giuliani aveva ricordato, rispondendo alle domande del Tirreno, «che i sindaci hanno tutti partecipato all’ultima assemblea in cui è stato avallato il piano industriale, con l’allegato dei revisori, improntato all’uscita dallo stallo».
Sul caso interviene anche Adriano Bruschi, di Legambiente: «Abbiamo sempre sostenuto – dice Bruschi – che la risoluzione dello smaltimento dei rifiuti siderurgici passa attraverso la Tap, che serva anche allo smaltimento delle enormi quantità di scorie accumulate da decenni all’interno dello stabilimento, e contribuisca alle bonifiche. L’impianto Tap è sempre stato osteggiato da interessi legati alle cave della zona – sostiene Legambiente – per cui la sua costruzione e i permessi per la commercializzazione del prodotto conglomix hanno incontrato ostacoli a non finire e lungaggini burocratiche. Eppure, anche oggi che l’acciaieria è chiusa, Tap è fondamentale per togliere dalla zona industriale enormi colline di rifiuti, smaltire le scorie di eventuali forni elettrici e utilizzare il conglomix per bonificare e pavimentare il suolo dove dovrebbero sorgere nuovi impianti industriali».
Infine Legambiente chiede «che fine abbiano fatto le rassicurazioni sull’utilizzo del conglomix per il porto di Piombino. Più volte abbiamo sollecitato le autorità competenti sull’utilizzo di questo prodotto sulle banchine, le infrastrutture portuali e viarie collegate. Di fatto, quanto materiale derivato dai rifiuti di acciaieria è stato utilizzato? Praticamente niente – conclude Bruschi – stanno vincendo gli interessi della Sales e di tutti i cavatori della Val di Cornia».
Intanto sul caso Asiu il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi sostiene che «mettere in discussione la presidenza di Murzi è questione strettamente politico-amministrativa», dicendosi dispiaciuto per aver letto sul Tirreno «che, vista la quota irrilevante del Comune di Suvereto nella società, il sindaco non ha voce in capitolo».
Parodi spiega dunque che la sua posizione «non è frutto del caso ma viene al termine di una lunga discussione che si sta protraendo da mesi all’interno del cda di Asiu dove a gran voce abbiamo chiesto a Murzi di fornirci prospettive certe e soluzioni concrete per ristrutturare il debito e rilanciare l’azienda, e il tempo ora sta scadendo».
«Il presidente Murzi – dice Parodi – non deve dare le soluzioni nelle conferenze stampa ma all’interno dei tavoli preposti. Leggere che grazie a una manovra contabile il debito di Tap scende da 80mila euro al mese a soli 10mila e che si ipotizza di nuovo la trasformazione dell’impianto per trattare l’amianto mi lascia basito. Anche perché di nuovo non si spiega come, e soprattutto in cosa trasformare l’amianto recuperato».
Insomma, per il sindaco di Suvereto «gli investimenti di una società partecipata devono essere oggetto di discussione in primo luogo nei consigli comunali dove gli stessi dopo attenta analisi degli elementi danno mandato al sindaco per andare nel cda con un’idea precisa. Per questo è necessario avere un piano industriale certo, basato su accordi o preliminari e non certo chiacchiere».
Così «leggere che Murzi sta stringendo accordi con Cevital per l'utilizzo del conglomix può essere interessante e auspico che al prossimo cda il presidente sia in grado di fornirci garanzie scritte di tali procedure. E' finito il tempo delle deleghe in bianco – conclude il sindaco – i Comuni sono seduti su una polveriera, ossia una società con un debito enorme, con i creditori pronti a bussare alla porta. Non è più tempo di giochi di potere o schermaglie mediatiche, nell’interesse dei cittadini è necessario avere certezze per garantire un servizio fondamentale come quello della gestione dei rifiuti. Per questo il problema non può e non deve essere discusso e risolto all’interno delle segreterie di partito ma dentro i consigli comunali e al tavolo dei soci».
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