Gioco
Scoppia il caso Asiu, ma Cevital potrebbe salvare l'azienda
Fulvio Murzi, di cui anche parte del Pd chiede la testa, ha presentato un progetto per l'utilizzo del "conglomix" per le bonifiche. Il piano riporterebbe in economia la Tap e l'azienda
PIOMBINO. Il casso Asiu infiamma Piombino e la Val di Cornia. E quella di sabato 14 potrebbe essere stata l'ultima conferenza stampa da presidente di Asiu di Fulvio Murzi.
Una parte del Pd, Silvia Velo in testa, ma non solo lei, vuole infatti che si faccia da parte, la decisione sarà presa in un incontro in città lunedì 16 pomeriggio. Incontro che tutti negano, ma che è fissato da giorni.
Intanto sabato 14 Fulvio Murzi in due ore “uno contro tutti” ha spiegato punto per punto i motivi della sofferenza in bilancio di Asiu, confutando molte delle illazioni emerse in questi ultimi giorni. Ha anche illustrato un piano che, coinvolgendo Cevital, potrebbe risollevare l’azienda, rimettendo in moto l’impianto Tap.
Un piano legato alla pavimentazione per le bonifiche in area Lucchini che potrebbe esser fatta con il “conglomix”, materiale assai più conveniente del cemento. Un’operazione che vale una trentina di milioni di euro di risparmio e che, per il momento, agli algerini è stata proposta dallo stesso Murzi.
Il bilancio. Sostanziale pareggio nel 2013. Sofferenza nel 2014, ma solo per il costo vivo dell’impianto Tap, costruito a spese dell’azienda e, di fatto, mai realmente partito. «Nel 2013 era previsto solo un fondo di accantonamento pari al credito Lucchini. Ma come noi, dopo la chiusura della fabbrica, era messo gran parte del tessuto economico cittadino».
La chiusura della fabbrica ha messo Asiu in grande difficoltà perché l’impianto Tap si è trovato all’improvviso senza commesse: «Costa circa 80.000 mila euro al mese, che adesso, con un po’ di operazioni contabili, siamo riusciti a ridurre a 10.000».
Il piano industriale. Il piano presentato alla conferenza dei sindaci prevede obiettivi nel breve termini e altri nel medio lungo, sarà pronto entro dieci giorni. È un progetto che Murzi ha elaborato dopo che, nei mesi scorsi, un’ipotesi assai più radicale (vendita di parte della discarica e dell’impianto Tap) era stata ipotizzata dal direttore Enrico Barbarese. «La proposta di Barbarese è stata bocciata dai sindaci che mi hanno chiesto di cercare una via più soft. Questo ha creato un po’ di tensione con Enrico che ha preannunciato le dimissioni. Al momento, però, è in ferie. Non è detto che lasci».
La nuova proposta prevede l’intervento di Cevital e potrebbe ridare energia a Tap ed Asiu: «Una proposta che i sindaci hanno apprezzato, invitandomi ad andare avanti. Peccato che poi qualcuno, fuori dalla conferenza, abbia detto cose diverse (il riferimento è a Giuliano Parodi, ndr)». «Da una parte, per il medio e lungo periodo, stiamo per avere il via libera dal ministero alla realizzazione della seconda discarica, con una capacità potenziale di accogliere rifiuti per 2-300 milioni di euro».
Dall’altra c’è la proposta a Cevital. «Nel mezzo all’area Lucchini ci sono cumuli di scorie della produzione di acciaio senza mamma né babbo. Non sono del commissario Nardi, perché prodotte prima del suo arrivo, non solo del pubblico, ma neppure di Cevital, che non aveva inserito l’area fra quelle da comprare. Eppure sono il materiale con il quale si produce il “conglomix”. Noi abbiamo chiesto agli algerini di inserire anche quel settore fra quelli che compreranno. In sostanza avranno una spesa maggiore prima ma, quando andranno a bonificare le aree, con il “conglomix” al posto del cemento risparmieranno parecchio».
Una stima parla di circa 30 milioni di euro. «Questo farebbe ripartire la Tap e metterebbe a posto i bilanci. Al tempo stesso credo sia giusto valutare, per Tap, l’ipotesi di trattare altri materiali, come l’amianto. Ce n’è tanto nella fabbrica, così come nelle navi da smantellare che dovrebbero arrivare al porto. Sia chiaro, non lo vogliamo triturare dentro al conglomix come qualcuno ha detto, ma solo smaltire in modo corretto». @guifiorini
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