Il Tirreno

«Il risarcimento non è una possibilità»

di Stefano Taglione

Tutti gli aspetti della sentenza del Consiglio di Stato spiegati dai legali esperti in appalti pubblici Golini e Calugi

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FIRENZE. È una sentenza senza precedenti i cui effetti non sono ancora chiari. Qualcosa, tuttavia, gli esperti possono già dedurre: salvo clamorose sorprese Toscana di Navigazione supererà l’esame dei requisiti soggettivi, la Regione non può certo riconoscere un risarcimento alla compagnia capitanata da Franco Del Giudice in cambio di un suo ritiro dalla gara, mentre Blu Navy e Corsica Ferries – anche nella peggiore delle ipotesi – non perderebbero le corse cedute loro da Moby Lines, due anni fa, a seguito del parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. A parlare sono due esperti di appalti pubblici e di diritto amministrativo: gli avvocati Paolo Golini e Giovanni Calugi dello studio associato Gesmundo - Golini - Calugi di Firenze. Li abbiamo intervistati per comprendere meglio gli effetti della sentenza pronunciata un mese fa dal Consiglio di Stato. L’esito del bando per la privatizzazione di Toremar è stato completamente ribaltato. Ora la Regione dovrebbe aggiudicare l’ex compagnia pubblica a Toscana di Navigazione, previa verifica del possesso dei requisiti soggettivi.

È un esame difficile da superare quello dei requisiti?

«Tutto è possibile, ma dovrebbe essere una formalità. Salvo clamorose sorprese, quindi, Toscana di Navigazione passerà l’esame».

E poi che cosa accadrà?

«Il vero scoglio sarà l’esecuzione della sentenza».

In che senso?

«La sentenza del Consiglio di Stato non chiarisce quale sia l’effetto concreto dell’aggiudicazione della gara a Toscana di Navigazione. Secondo la giurisprudenza il subentro in un rapporto di durata dovrebbe avere un’efficacia uguale a quella originariamente fissata. È quindi ragionevole pensare alla stipula di un nuovo contratto con Toscana di Navigazione della durata di dodici anni, come previsto dal bando».

Il contratto ripartirebbe quindi da capo?

«Sì. Ma le condizioni potrebbero essere rinegoziate in relazione al fatto che in questi anni la società oggetto della privatizzazione ha posto in essere scelte imprenditoriali rilevanti; la flotta, ad esempio, dal 2011 ha subito delle modifiche».

Moby Lines si vedrebbe quindi privata di Toremar. Potrebbe nascere un contenzioso con la Regione.

«Moby avrà delle poste attive e passive da discutere con la Regione. Si tratta di un rapporto con una complessità economico-imprenditoriale tale che le semplici restituzioni non ricostruiscono l’equilibrio fra Regione e Moby e fra Regione e Toscana di Navigazione. La compagnia guidata da Vincenzo Onorato lascia una società diversa da quella che ha comprato e quella di Del Giudice trova un’azienda differente da quella per la quale ha concorso».

Un’altra battaglia in tribunale, insomma.

«Non si può escludere un nuovo contenzioso e questa volta probabilmente davanti al giudice ordinario, anche se proprio la complessità della vicenda sembra suggerire una soluzione condivisa».

Se le cose andranno veramente così, Moby cercherà senza dubbio di recuperare gli investimenti fatti.

«Certo. Dovrà dimostrare che Toremar oggi è una società più “ricca” rispetto al 2011».

Qualora vi fosse il passaggio, Moby potrebbe richiedere all’Autorità portuale i vecchi slot ceduti su indicazione dell’Antitrust?

«Può farlo: venendo meno la concentrazione, vengono meno i vincoli imposti a Moby dall’Antitrust. Ma oggi le corse sono in mano ad altre imprese, quindi l’Autorità portuale di Piombino, a meno di individuare altri slot liberi, non può toglierli agli attuali utilizzatori per ridarli a Moby, salvo che di questa eventualità sia stato tenuto conto al momento dell’assegnazione».

Quindi Moby non recupererebbe le sue vecchie corse?

«Teoricamente no, a meno che non ne vengano trovate altre».

La situazione appare molto complicata. La Regione dispone di vie alternative per risolvere questa complicata situazione? «Non sembra percorribile la strada del pagamento da parte della Regione di un indennizzo a Toscana di Navigazione in cambio di un suo ritiro dalla gara, anche perché sosterrebbe un onere al fine di mantenere un’offerta economica peggiore: quella di Moby. Si potrebbe configurare un’ipotesi di danno erariale. Se di accordo bisogna parlare, non si può escludere che questo avvenga fra Moby e Toscana di Navigazione. Altrimenti quest’ultima acquisirà Toremar e Regione e Moby dovranno discutere poste attive e passive».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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