Sicurezza
Anche Sel spinge per l'ospedale unico a Riotorto
Grilli: "Non ha senso la rete con Cecina. Noi siamo legati all'area delle Colline metallifere"
PIOMBINO. «Ha ragione Walter Gasperini: per il futuro della sanità del nostro territorio occorre concepire un solo plesso ospedaliero per la Val di Cornia e per le Colline metallifere».
Così Ado Grilli, del coordinamento Sel Piombino-Val di Cornia, a proposito di un intervento dell’ex sindaco di Suvereto pubblicato sul Tirreno. Anche secondo Grilli «una riorganizzazione dei servizi sociosanitari della provincia che, prendendo atto della situazione in atto, preveda come prospettiva un accordo tra gli ospedali di Cecina, Piombino e l’Elba non potrà garantire servizi adeguati ai bisogni della gente. Questa estemporanea proposta mi fa pensare a una frase di pirandelliana memoria, l’idea del cambiare tutto per non cambiare nulla».
«Proviamo a ragionarci - dice Grilli - Per l’ospedale elbano hanno ragione le istituzioni locali, è necessario garantire dei servizi sanitari essenziali ed efficienti, tenuto anche conto che la popolazione dell'Elba d’estate balza a oltre centomila presenze. Qualsiasi proposta futura non potrà non tenere conto di questa esigenza. Certo non possiamo pensare a un’autosufficienza organizzativa e dovranno essere previste le dovute integrazioni (di personale, specie medico, e di trasporto per le urgenze e le complicazioni non gestibili sul posto) ma l’ospedale non può essere ridotto nelle sue funzioni più di tanto. Cecina non può che legare la sua prospettiva e dei suoi oltre 70mila abitanti alle due megastrutture ospedaliere di Livorno e Pisa, distanti l’una dall’altra 20 km. Ed è questa la vera contraddizione rispetto a ciò che si vuole imporre alle periferie».
«Per Piombino - prosegue - occorre riprendere la discussione troppo frettolosamente accantonata sull’ospedale unico a Riotorto per la Val di Cornia e le Colline metallifere. Questo consentirebbe, in un bacino superiore ai 100mila abitanti (e anche più, con il necessario supporto per l’Elba ) di avere una struttura in grado di garantire l’assistenza dovuta, compreso le specialistiche che stanno piano piano scomparendo sul nostro territorio, nella sofferenza di chi ne ha bisogno e nell’indifferenza delle istituzioni. Si avrebbe un essenziale punto di riferimento collocato tra Livorno-Pisa e Grosseto, al servizio di un territorio che ha abitanti i quali hanno gli stessi diritti di essere curati ed assistiti».
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