Il Tirreno

L’Elba non è un’isola per gatti

La protesta di un’animalista: compra una pagina del Tirreno per condannare i tanti casi di violenza

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PORTOFERRAIO. «Amavo questo meraviglioso scoglio ma...i sogni muoiono all’alba». Sono parole dense di rammarico, che la signora Sonia Giannelli Baikler, svizzera di nascita ma da anni residente a Marciana Marina («dove mi sono trasefrita per una scelta di vita»), ha deciso di scrivere. Dove? Su una pagina a pagamento del Tirreno che la stessa signora ha acquistato per lanciare un messaggio preciso, rivolto a chi sfoga, con violenza e stupidità immotivate, se la prende con gli animali. E, in particolare, con i gatti a cui la signora, che si occupa di alcune colonie feline di Portoferraio e Marciana Marina, è particolarmente affezionata. Tanto da pagare di propria tasca le sterilizzazioni delle femmine di queste colonie.

Nella pagina la signora Sonia ha scelto di pubblicare le fotografie degli ultimi di casi di maltrattamenti ai danni di due gatti delle colonie feline dell'isola. Il primo episodio riguarda la gattina ferita il 12 gennaio in via di Segagnana, a Marina di Campo, con un ago sparato da una cerbottana. La seconda foto è relativa al gatto trafitto, per fortuna in modo non mortale, da una freccia scagliata da una balestra. Il povero gatto che è stato rinvenuto, ancora vivo, nei pressi dell'abitazione dei suoi proprietari in località Marmi, a Procchio. L'episodio è accaduto il 22 gennaio scorso. Soccorso e dato alle cure del veterinario, l'animale si è salvato solo perché la freccia non ha centrato un organo vitale. Entrambi i casi di violenza e stupidità sono stati denunciati dalle associazioni animaliste dell'isola d'Elba Enpa e Animal Project. E, evidentemente, hanno suscitato lo sdegno degli abitanti dell'isola.

«Cattiveria? Stupidità? - si legge nella pagina a pagamento pubblicata sul Tirreno - comportamenti da bandire e punire. Gli animali sono come noi, soffrono e hanno un'anima». Parole che testimoniano lo scoramento degli animalisti di fronte ai ripetuti casi di maltrattamenti ai danni degli animali. «Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, all’Elba ci sono delle brave persone che vogliono bene agli animali – racconta - ma purtroppo c’è un problema generazionale con cui facciamo i conti. Ignoranza, cattiveria gratuita e noia fanno in modo che, troppo spesso, si agisca contro i poveri animali. Episodi come quelli raccontati sono troppo frequenti, non se ne può più». Per questo Sonia ha scelto di compiere questa azione ad effetto. Come uno schiaffo per risvegliare le coscienze sul tema della tutela degli animali. «Ho scelto io di vivere all’Elba, ma purtroppo c’è poca sensibilità per gli animali – racconta – non c’è un canile, non c’è un gattile. Doveva sorgere un canile comprensoriale e invece sono venute su solo tre villette. Ma, purtroppo, tutto ciò sembra interessare a pochi».

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