Il Tirreno

Il 20 maggio il Tar decide sui quartieri

di Alessandro De Gregorio

Fissata l’udienza dopo il ricorso presentato dai Cinque stelle contro l’interpretazione retroattiva del regolamento

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PIOMBINO. Lo avevano detto e lo hanno fatto. I Cinque stelle si sono rivolti al Tar sulla questione dei consigli di quartiere.

La prima sezione del Tribunale amministrativo si è riunita mercoledì e ha fissato l’udienza di merito: il 20 maggio. In quella data i giudici amministrativi fiorentini dovranno decidere se annullare o confermare la modifica retroattiva del regolamento, con cui la maggioranza era pervenuta al rinnovo dei consigli e delle presidenze e poi alla ratifica delle stesse nomine.

I ricorrenti avevano anche presentato in via incidentale la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato: cioè avevano chiesto che venisse sospesa l’attività dei consigli. Una formalità, questa, alla quale gli stessi ricorrenti hanno rinunciato. I consigli di quartiere dunque potranno continuare a svolgere la loro attività, però con questo grosso punto interrogativo.

La polemica era stata sollevata lo scorso anno dal M5s allorché la coalizione Pd, dopo aver vinto le ultime elezioni amministrative del maggio 2014, non aveva presentato la lista dei consiglieri entro i 60 giorni previsti dall’articolo 12 del regolamento.

Pur essendo decaduta dal diritto, la maggioranza al termine di un rovente consiglio comunale il 5 novembre era riuscita ad approvare una mozione modificando il regolamento in modo retroattivo in base a un’interpretazione autentica dell’articolo 12; interpretazione formulata dal segretario generale Maria Luisa Massai secondo la quale sarebbe stata consentita l’assegnazione dei seggi anche in caso di ritardo nella presentazione dei propri candidati.

A quel consiglio comunale era presente tra il pubblico anche l’onorevole Massimo Artini, all'epoca deputato del M5s prima dell’espulsione a mezzo blog. Fu proprio Artini ad annunciare il ricorso al Tar e anche un’interpellanza parlamentare al ministro dell’Interno sull’interpretazione autentica.

Artini poi ha preso un’altra strada, dell’interpellanza parlamentare non si è saputo più nulla.

Ma il ricorso al Tar è stato presentato. Lo hanno fatto il capogruppo Daniele Pasquinelli e altri tre attivisti del M5s: Enzo Papi, Francesco Gaeta e Annalisa Trio (a rappresentarli l’avvocato Claudio Fiori di Grosseto).

Il ricorso è stato firmato contro il Comune di Piombino, nella persona del sindaco Massimo Giuliani, difeso dall’avvocato Renzo Grassi; e nei confronti della federazione Pd nelle persone di Paolo Ceccanti, Gianpiero Vaccaro, Alberigo Squillace, Eleonora Montagnani, Gabriele Gentili, Emilia Tafi, Ennio Luigi Colli, Alessandro Colli, Franco Canova, Erica Foggi, Maria Elena Meacci, Marcello Cheli, Silvano Silvestrini, Manuela Cerofolini, Mauro Marini, Maurizio Chiavaroli, Laura Marconi, Viola Boldrini, Danilo Mortari, Marco Pellegrini, Franco Grassini, Andrea Stefanini, Laura Marconi. Insomma, presidenti e consiglieri espressi dal partito.

I Cinque stelle ora chiedono l’annullamento della delibera votata nel consiglio comunale del 5 novembre (“Regolamento per il funzionamento dei consigli di quartiere cittadini, interpretazione autentica dell’art. 12”), della successiva delibera del consiglio (quello del 18 novembre che ratificò la composizione dei consigli di quartiere e la nomina dei consiglieri) e di ogni altro atto “prodromico e consequenziale”.

Secondo il relatore del tribunale, Bernardo Massari, «la natura della controversia rende opportuna una sollecita trattazione del merito». E così il Tar ha fissato l'udienza nella data più vicina, il 20 maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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