Il Tirreno

san vincenzo

In manette per il furto al bancomat, decisive le immagini delle telecamere

Il bancomat tagliato con la fiamma ossidrica
◗
Il bancomat tagliato con la fiamma ossidrica

I due sono stati arrestati dai carabinieri del Norm in Campania e nelle Marche. Fuggirono con 100.000 euro

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Svaligiarono il bancomat della Coop di San Vincenzo, sono stati arrestati dai carabinieri. In manette sono finiti Giovanni Bussola, di Matelica, in provincia di Macerata e Lucio Ferrara, di Napoli. I due sono stati condotti in carcere su ordine del Gip Antonio Del Forno, su richiesta del Pm Petralia.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.9687334:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2014/07/31/news/banda-del-buco-colpo-da-100mila-euro-1.9687334]]

La brillante operazione è stata condotto dalla compagnia di Piombino: dopo lunghe indagini, svolte personalmente dal comandante del Nucleo operativo, luogotenente Giorgio Poggetti,  i militari sono riusciti a rintracciare la banda che, il 30 luglio scorso, svaligiò il bancomat del Monte dei Paschi interno alla Coop di San Vincenzo, fuggendo con circa 100mila euro.

I banditi sfondarono il muro dell'agenzia di viaggi Rangiroa, poi tagliarono il bancomat con la fiamma ossidrica e presero i contanti oltre ad un computer. Lasciarono sul posto alcuni attrezzi, ma privi di impronte.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.10857232:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10857232:1652167860/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Decisive per le indagini sono state le immagini della telecamera esterna alla Coop. Dalla estrapolazione delle immagini è stato possibile constatare che i due uomini si erano recati sul posto con un’autovettura Nissan Micra grigia, resa assai ben riconoscibile da una particolare e vistosa ammaccatura sul paraurti anteriore sinistro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.10857231:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10857231:1652167860/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Le indagini del Norm si sono così concentrate su soggetti conosciuti per precedenti penali contro il patrimonio, le cui condotte fossero state caratterizzate da modalità similari a quelle accertate e che fossero in possesso di un’autovettura uguale a quella utilizzata.
 
Non c'è voluto molto per focalizzare l'attenzione sul pluripregiudicato Lucio Ferrara, il quale nei giorni precedenti al fatto era stato fermato dai carabinieri di Treviglio proprio a bordo di una Nissan Micra di colore grigio e poi su Giovanni Bussola, un giovane che risultava avere intrattenuto ripetuti contatti proprio con il Ferrara, utilizzando la medesima autovettura, come da controlli risultati effettuati dai carabinieri di Empoli e Santa Croce sull’Arno. 
 
Un confronto fra le immagini delle telecamere e le foto segnaletiche dei due ha dato la conferma. Fra l'altro la Nissan Micra con la particolare ammaccatura era perfettamente compatibile con quella nella quale Giovanni Bussola era stato controllato dai carabinieri di Fabriano tre mesi dopo il furto di San Vincenzo.
 
La prova finale l'hanno data i tabulati telefonici e l'analisi delle celle a cui si agganciano i cellulari, che hanno confermato la presenza nella zona di San Vincenzo dei due nel giorno del colpo. Così sono scattati gli arresti.
 
 
 

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web