Sicurezza
Il punto fermo: lavoro per tutti
Pasotti (Fim) e Ghini (Uilm) soddisfatti per l’annuncio del via ai lavori dal primo aprile
PIOMBINO. «Oggi abbiamo rimarcato due punti fondamentali, in primis l’esigenza di un taglio con il passato, cioè il fatto che ci sia un gruppo dirigente che sia in grado davvero di rilanciare questo sito e renderlo competitivo su tutti i fronti e due, la salvaguardia occupazionale».
Così si è espresso il segretario generale della Uilm, Mario Ghini, al termine dell'incontro tra i sindacali nazionali e il presidente di Cevital Issad Rebrab.
«Non possiamo pensare – ha aggiunto Ghini – che a priori ci sia un numero di lavoratori che rimanga fuori da questa operazione. Il fatto che faranno decadere tutti gli accordi del passato per noi non è un buon punto di partenza. Quindi lavoreremo sulla garanzia occupazionale per tutti e sulla possibilità di recuperare il salario che loro oggi intendono rispettare».
«È stato il primo confronto nel quale – ha detto il coordinatore nazionale Fim, Sandro Pasotti – ci hanno illustrato in modo dettagliato quello che pensano di fare nell’area siderurgica e sul polo logistico-portuale e agro alimentare. Hanno confermato che sono a buon punto sulla decisione degli ordinativi per fare gli interventi di ristrutturazione e già dal primo aprile sono pronti a partire con i lavori».
Per Pasotti «le questioni aperte sono due: l’accordo sindacale che dovrà sancire le condizioni e l’utilizzo dei lavoratori e il problema del costo dell’energia su cui stanno lavorando col Mise».
Le notizie emerse nell’incontro di ieri mattina sono state commentate positivamente anche dal segretario regionale di Sel, Giuseppe Brogi, «per la conferma dei forti investimenti di Cevital e per la volontà della nuova proprietà di trattare con i sindacati su livelli occupazionali e condizioni normative. Sembrerebbe l'avvio di un buon esempio di relazioni: proprietà e organizzazioni sindacali si siedono e lavorano per il bene di una parte importante di Toscana e del settore siderurgico nazionale. Se le parti fanno bene il loro mestiere, la Toscana può mettersi al riparo dal Jobs Act anziché prefiggersi di sperimentarlo a danno dei lavoratori».
Per la deputata di Sel Marisa Nicchi «serve assoluta chiarezza sugli investimenti, i lavoratori non possono vivere alla giornata. avvolti dalle tenebre delle incertezze. Servono garanzie chiare, dove i diritti dei lavoratori siano tutelati nel rispetto del loro futuro».
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