Il Tirreno

Vincenzo del Castagnacciaio «Un libro sul nostro locale»

PORTOFERRAIO. “Meco Pierucci nel 1851, ad Altopascio, emise i primi vagiti. Nessuno immaginò per lui un futuro elbano, capostipite di generazioni di gestori dell’azzeccato forno della città...

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PORTOFERRAIO. “Meco Pierucci nel 1851, ad Altopascio, emise i primi vagiti. Nessuno immaginò per lui un futuro elbano, capostipite di generazioni di gestori dell’azzeccato forno della città napoleonica, chiamato "Castagnacciaio", ereditato dal Razzetto”. Un flash dell'articolo uscito sulla rivista mensile di enogastronomia, di livello nazionale, "La Madia Travelfood, diretta da Elsa Mazzolini, anche madrina del premio "Brocca la Vantina" alla festa dell'Uva capoliverese. Ora i gestori del locale sono i Mangino, sempre di Altopascio, eredi di Meco. Vincenzo al forno, Antonio incarta e smista i prodotti caldi e Giuseppe prepara pizze, torta di ceci e il resto. Una stirpe che dall'800 prosegue l'impegno nel terzo millennio, con in dote innumerevoli avventori giunti al forno di via del Mercato Vecchio, nel centro storico. «Un film - dice Vincenzo- ci vorrebbe per narrare le vicende del Castagnacciaio, racchiude la storia di Portoferraio di oltre un secolo. Anche Mario Castells fu qui garzone nel 1930. Intanto prepariamo un libro sulla nostra esperienza, che continua all'insegna della qualità del nostro servizio». A marzo la rivista dirà di Mirko Lanari chef dell'hotel Belmare di Patresi.

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