Il Tirreno

«La ripa sarà pure al sicuro ma la spiaggia non c’è più»

di Cecilia Cecchi

Piombinesi, che allo Scoglietto sono stati da sempre, vogliono fare chiarezza dopo la cerimonia di conclusione dei lavori anti frane (860mila euro)

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PIOMBINO. Quello che proprio non vogliono più sentir dire è che è stato inaugurato “l’accesso alla spiaggia”. Evidente che la spiaggia non c'è più.

«Passi che si tratta del primo intervento di messa in sicurezza della costa urbana, come meglio potevano... però basta così». Nedo Grandi e Aldo Foti, che sulla spiaggia dello Scoglietto hanno trascorso gran parte della vita mettono cuore (e foto di famiglia) per dimostrare quanto affermano.

Poi c’è lo sporco, parecchie cacche di cani. «Tutto pulito meno di una settimana fa, per la fine dei lavori – affermano – ma ce ne sono sempre tante lungo le mura, ma anche sopra le reti di contenitive della collina. Come biglietto da visita per i turisti che scoprono la città...».

«L’origine del disastro? – ricorda Grandi – Negli anni Cinquanta per la realizzazione della chiusa davanti al porto, l’aver portato via scogli da davanti a tutta la costa, fino a Fosso alle Canne. Anni fa ho visto venir giù pure la collina di Punta Rio Fanale». «Lo Scoglietto – dice Foti – si sarebbe salvato con una scogliera in mare e con un pennello a protezione. Qui i disastri non li hanno fatti le onde , ma la pioggia». Oltre tutto di verde “libero” dalle reti sulla ripa ne resta proprio poco. Tra gli scogli il tubo di scolo della pioggia «finchè non s’intasa come le grate in cima alla scalinata».

Insomma questa messa in sicurezza della costa urbana fatta nell’ambito dei finanziamenti stanziati dalla Regione, cominciata proprio da qui farà discutere. Le operazioni, che hanno avuto un costo di 860mila euro, sono partite alla fine del 2013 e si sono concluse nel dicembre 2014.

Per altro l’area è stata oggetto già di un primo studio nell'agosto del 2009, relativo alle zone dove nei mesi invernali 2008/2009, a seguito delle piogge abbondanti e delle forti mareggiate, c’erano stati fenomeni di dissesto più preoccupanti. Da qui l’evidenza dell’aggravarsi proprio dell’ instabilità della falesia compresa tra le mura della Cittadella e il campo sportivo vicino al convento. «Però visto che ci hanno fatto una strada – commentano Grandi e Foti – perché non realizzare una passeggiata a mare da sotto viale Amendola fino al piazzale d’alaggio come fatto a Castiglioncello? Altrimenti un paio di volte all’anno mettere un bel po’ di sabbia sulla banchina sopra gli scogli...». Perché per far fronte all’instabilità della pendice della ripa, è stata realizzata la scogliera di massi.

«Appunto i due scaloni per la discesa in mare, non proprio praticabili... e vediamo che si fa quando arriva l’onda alta del mezzo veloce della Corsica Ferries» concludono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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