Il Tirreno

Affitti nelle aree Peep, è scontro in maggioranza

Alessandro De Gregorio
L’assessore Pietrelli illustra le modifiche al regolamento per le aree Peep durante il consiglio comunale
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L’assessore Pietrelli illustra le modifiche al regolamento per le aree Peep durante il consiglio comunale

Mosci preoccupato per le sanzioni fino a diecimila euro, seccata replica del Pd.
Alla fine passa il nuovo regolamento ma il consigliere strappa una dilazione

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PIOMBINO. Scontro in consiglio comunale, ma in seno alla maggioranza, sul nuovo regolamento per le aree Peep (Regolamento per la concessione in diritto di superficie e per il trasferimento in proprietà delle aree comprese nei piani per l’edilizia economica e popolare).
O meglio, lo scontro c’è stato sulle sanzioni previste per i titolari del solo diritto di superficie che affittano, a prezzi non concordati con il Comune, case costruite su questi terreni.
A quanto pare l’argomento interessa circa duecento proprietari che, parole del consigliere di maggioranza Marco Mosci (Sinistra per Piombino) non smentite dalla giunta, rischiano sanzioni fino a diecimila euro.

«Io non me la sento - ha detto Mosci - di veder mandare all’asta almeno 190 di queste case perché la gente non si può permettere diecimila euro di multa. Vi chiedo di riformulare la delibera, applicando sanzioni più basse e posticipandone l’entrata in vigore di un mese o due, facendo durante questo periodo una massiccia campagna informativa».

La delibera era stata precedentemente illustrata dall’assessore Martina Pietrelli. In tema di affitti, l’assessore aveva spiegato che «chi è proprietario di un appartamento può affittarlo ma deve essere il Comune a determinare il prezzo di affitto. Il meccanismo sanzionatorio era previsto solo per le vendite, noi lo abbiamo esteso agli affitti». In poche parole, il proprietario dovrà scegliere: svincolarsi, diventare proprietario e affittare al prezzo che vuole, oppure adeguarsi al prezzo di affitto deciso dal Comune. E in ogni caso pagare per il pregresso, attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso.

L’articolo in questione è il 24 ter del regolamento. Che recita: «Nel caso in cui gli alloggi e le relative pertinenze, realizzati su aree concesse in diritto di superficie o realizzati su aree cedute in proprietà, siano locati senza l’avvenuta determinazione del canone di locazione da parte del Comune (…), si applicherà una sanzione pari al doppio del valore del canone annuo determinato dal Comune. Nel caso in cui il proprietario attivi la procedura di “ravvedimento operoso”, richiedendo al Comune la determinazione del canone di locazione, la sanzione sarà calcolata come di seguito indicato: nel caso in cui il canone applicato dal proprietario risulti pari o inferiore a quello determinato dal Comune, si applica una sanzione pari al 50% del canone annuo determinato dal Comune; nel caso in cui il canone applicato dal proprietario risulti superiore a quello determinato dal Comune, si applica una sanzione pari al canone annuo determinato dal Comune».
Su tre emendamenti presentati da Mosci, solo quello relativo al 24 ter è stato ammesso dalla presidenza. E’ seguita una sospensione del consiglio, per una riunione dei gruppi di maggioranza. Prima di rientrare in aula, Mosci e Pietrelli si sono incrociati in corridoio e sono volate scintille. Solo il preludio delle bordate lanciate in aula dal Pd all’alleato.

Ilvo Camberini ha contestato «tempi e modi», Ettore Rosalba ha accusato Mosci di instillare paure, fare campagne elettorali «per la difficoltà di stare in maggioranza e perdere l’appeal fra i cittadini». Anche Sergio Filacanapa (Spirito libero) ha ribadito un no convinto all'emendamento «perché è ora di farla finita di sfruttare la povera gente».
Lo spirito dell’emendamento è stato condiviso da Daniele Pasquinelli (M5s), da Marina Riccucci (Un’altra Piombino) e da Fabrizio Callaioli (Rifondazione), che peraltro ha chiosato sulla «ingiustificata sanzione per chi pratica un canone uguale a quello che avrebbe imposto il Comune» per poi chiedere nuovamente, dopo le parole di Rosalba, «quale maggioranza sostenga il sindaco». Giovanni Sironi (Forza Italia) si è limitato a una battuta: «Mi diverto e mi astengo».
L'emendamento è stato bocciato da Pd, Filacanapa e Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino).
Ma all’ennesimo appello di Mosci, la giunta ha ceduto sul differimento: «Ci saranno 15 giorni per la pubblicazione e altri 15 per l’entrata in vigore» ha detto il segretario generale Maria Luisa Massai. Un mese, insomma. Il tempo di avvertire la gente. Ma le sanzioni sono rimaste. La delibera infatti è stata votata dal Pd, da Filacanapa, Gelichi e in questo caso anche da Mosci, con il no di Rifondazione e l’astensione di Sironi, Callaioli e Riccucci.
 

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