Il Tirreno

Caso Asiu: Giuliani sta con Murzi

di Valeria Parrini

La vicenda oggi in Consiglio, le liste civiche chiedono le dimissioni del presidente. Il sindaco: il futuro è legato alla Tap

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PIOMBINO. Crisi Asiu e dimissioni del direttore generale per le divergenze con l’amministratore unico, Fulvio Murzi, su come uscirne, stanno infiammando il clima politico. E intanto le liste civiche del comprensorio chiedono anche a Murzi di andarsene.

Stamani le opposizioni solleciteranno il sindaco Massimo Giuliani ad intervenire sulla vicenda. La scaletta della seduta del consiglio prevedeva già una discussione sull’azienda partecipata, con la decisione della giunta di affidare anche per il 2015 l’accertamento e la riscossione della Tari. Difficile, a questo punto, ignorare cosa è accaduto nel frattempo.

Giuliani e Barbarese si sono incontrati di recente. Il sindaco lo conferma e definisce irreversibili le sue dimissioni: «E’ una persona che stimo molto e - anticipa - potrebbe rimanere a disposizione per altri incarichi».

Conferma anche l’appoggio a Fulvio Murzi. «Segue le linee tratteggiate dai soci. Che sono i sindaci ed hanno, tutti, partecipato all’ultima assemblea in cui è stato avallato il piano industriale, con l’allegato dei revisori, improntato all’uscita dallo stallo. E’ chiaro - chiude il sindaco - che il futuro di Asiu è legato a Tap. E quindi dobbiamo capire come adattare la piattaforma alle esigenze delle bonifiche».

Fortemente critica verso la gestione del servizo e degli impianti è Rifondazione che stamani, con Fabrizio Callaioli, rilancerà la sua proposta di inizio legislatura, accolta finora parzialmente: spazio, in ogni seduta, a comunicazioni del sindaco sulle questioni più urgenti. «Ora come ora - afferma Callaioli - lo sono la vicenda Asiu e lo stato della trattativa con Cevital, dopo la preoccupante presentazione di un piano industriale formato pizzino».

Anche Francesco Ferrari, Forza Italia, non lesina le accuse: «E’ chiaro che non tutte le responsabilità sono attribuibili a Barbarese. E’ il momento che nella sostituzione il Pd punti su figure tecniche e non a fare favori al Pd. Altrimenti saremmo punto e a capo».

L’argomento è stato al centro dell’incontro di Suvereto convocato dalle liste civiche della zona (Assemblea popolare, Comune dei Cittadini, Assemblea sanvincenzina e Un’altra Piombino).

All’indomani, in una nota congiunta, si chiede a Murzi di dimettersi e al Pd di assumersi le proprie responsabilità per aver espresso i sindaci passati e presenti, avallando una gestione definita fallimentare, e investimenti, come il cdr, «destinato a produrre solo perdite o, in alternativa, la restituzione del finanziamento alla Regione».

L’elenco delle accuse mosse al partito di maggioranza è fitto e passa dalla Tap.

«Un impianto realizzato senza nessuna strategia commerciale – sostengono le liste civiche – e senza mai aver risolto il nodo della riduzione del consumo di materiali di cava delle colline,  come previsto dai programmi sottoscritti dai Comuni. Sono dunque le amministrazioni passate e presenti, a braccetto con i vertici aziendali, che hanno condotto sull’orlo del fallimento l’Asiu e che portano la responsabilità delle incertezze che gravano sull’azienda e sui lavoratori». Le liste civiche, per tutti questi motivi, ritengono «non sia stato solo Murzi ad aver sbagliato e che, quindi, non deve rimanere solo a pagare per il disastro che i cittadini rischiano di ritrovarsi in bolletta».

Una vera operazione trasparenza che definisca le responsabilità politiche e i profili di legittimità delle strategie che hanno sforato abbondantemente i mandati ricevuti dai Comuni: le liste chiedono anche questo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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