Proteste
Barbarese e Murzi in rotta di collisione
Il direttore generale è pronto a mollare, intanto i Cinque stelle chiedono lo stop alle nomine fatte dai partiti
PIOMBINO. Formalmente è ancora in ferie. Di fatto è pronto a mollare. Il caso di Enrico Barbarese sta accendendo la discussione politica.
Di certo c’è che il direttore generale Asiu ha una visione diversa da quella dell’amministratore unico, Fulvio Murzi, sul percorso con cui affrontare la crisi finanziaria dell’azienda partecipata.
Per alcune fonti, Barbarese punta su decisioni veloci e una cura da cavallo in grado di recuperare liquidità mentre Murzi opta sul completamento delle verifiche legate ai nuovi scenari che si delineano per la città. A partire dalle bonifiche. E i suoi incontri con i vertici Cevital sembrano dargli ragione. Perchè tutto ruota intorno alla necessità di far funzionare al meglio l’impianto Tap, - fermo per la crisi Lucchini - ottimizzando costi e ricavi.
Le divergenze tra i due dirigenti Asiu sono emerse anche durante una riunione recente. Poco dopo Barbarese ha consegnato una lettera a Murzi in cui chiede che sia lui stesso ad informare la proprietà, i sindaci del comprensorio, della sua volontà di lasciare il posto. Un primo contatto con Massimo Giuliani c’è stato. Altri ce ne saranno.
In sostanza è un prevviso di dimissioni. Ben accolto dal Movimento cinque stelle. Che, però, ritiene il gesto insufficiente. E sollecita uno stop alle nomine di partito, «frutto di manovre e riposizionamenti», sostituendole con incarichi a figure tecniche competenti in materia di rifiuti.
Gestione fallimentare della raccolta differenziata, gestione miope della discarica, giunta ad esaurimento prima del previsto e una Piombino definita «pattumiera della Val di Cornia»: sono alcune delle accuse mosse ai vertici Asiu.
Gli amministratori del comprensorio, attuali e passati, sono chiamati ad assumersi responsabilità politiche. Questo perchè, «pur non essendo direttamente accusabili dell’accumulo dei debiti derivanti dagli oneri finanziari maturati sugli investimenti senza ritorno in impianti come Tap, Bio-e e Cdr», per i Cinque stelle hanno contribuito a indicare i vertici aziendali senza mai fermarne le scelte. Tutte bocciate in pieno.
Giuliani è chiamato a chiarire come sarà individuato il prossimo apparato e come si cambierà rotta rispetto ai risultati conseguiti finora.
«Non è più tempo di rinvii e seconde chance», per il movimento «è tempo che le responsabilità vengano al pettine e che non siano sempre e solo i cittadini a subire le conseguenze in termini di salute e, talvolta, anche in termini economici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google