Il Tirreno

«Simpatico e benvoluto», il dolore corre su Facebook

di Valeria Parrini

I vicini e gli amici piangono quel giovane arrivato in città da molti anni E’ toccato al fratello Florent, anch’egli imprenditore edile, dare la notizia ai genitori

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PIOMBINO. «Amico, mi hai dato un dispiacere immenso. Riposa in pace Simo».

Simo è Simone, il nome che Samir Ahmeti si era dato quando era arrivato in Italia, giovanissimo, più di dieci anni fa.

Sul profilo facebook del giovane albanese ucciso da un incidente l'altra notte, i post si susseguono, scanditi dal dolore e dall’incredulità.

I commenti e le foto danno l'immagine di un ragazzo che qua si trovava bene. Allegro e benvoluto. Con la sua parlata buffa, in cui le origini si mescolavano col toscano e il campano. Come lo erano in buona parte i suoi amici.

Simone conosceva tante persone. Per il lavoro di muratore, nel tempo libero, sui campi di calcetto. Ed era apprezzato.

Il primo ad arrivare in città era stato il fratello Florent. Che un mattino aveva salutato i genitori. Come sempre. Senza anticipare le sue intenzioni. Poi, aveva telefonato loro dall’Italia.

Lo stupore e la gioia dei familiari che esplode. Una speranza che nasce. Perché Florent ce l’aveva fatta ad attraversare il mare su un vecchio motoscafo. E ora è un imprenditore edile apprezzato, che a Piombino vive con la sua famiglia.

Troppo diversa la telefonata di ieri. E’ toccato proprio a Florent dire ai genitori cosa era successo al cucciolo di casa. Al più piccolo dei loro tre figli.

Tra i vicini di Simone, in via del Fosso, l’amarezza è forte. Per la famiglia Pepi, che abita nell’appartamento sotto al suo, è stato un risveglio brutto. Come per Walid El Gaddari e Francesca Rossi, una coppia di coetanei con cui Simone e Jessica, la ragazza con cui stava da tre anni, si vedevano spesso.

I quattro amici avrebbero dovuto incontrarsi anche venerdì sera. Il lavoro, la stanchezza e la decisione di Francesca e Walid di rimandare. «Si farà domani», si erano detti al cellulare.

L’ultimo accesso su whatsapp alle 23,14. Quindi, il vuoto, il buio, il silenzio. E un dolore profondo, destinato a durare a lungo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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