Sicurezza
Poste aperte solo tre giorni alla settimana
Protesta il sindaco Giannoni che teme una chiusura definitiva
MONTEVERDI. Poche righe arrivate in Comune (la mattina di venerdì 6 febbario) con lettera raccomandata: così Poste Italiane ha comunicato al sindaco di Monteverdi che l’ufficio postale a partire dal prossimo 6 aprile dimezzerà l’orario di apertura: non più sei giorni la settimana, ma soltanto tre, lunedì, mercoledì e sabato. Nessuno se l’aspettava, un fulmine a ciel sereno.
Tanto più che all’ufficio postale di piazza del Convento di lavoro ce n’è, come dimostrano spesso e volentieri le code. A volte arrivano anche fuori, in strada. «È una decisione assurda – commenta il sindaco Carlo Giannoni – annunciata da Poste Italiane senza dirci nulla prima, senza darci la possibilità di far valere le nostre buone ragioni».
Buone ragioni che il primo cittadino di Monteverdi mette in fila una dopo l’altra: «Siamo un comune disagiato di montagna, l’ufficio postale più vicino a noi sta a 20-25 chilometri, non ci sono mezzi di trasporto pubblico con orari adeguati per raggiungerlo e tornare a casa, siamo un comune dove ci sono tanti anziani e questa decisione delle Poste colpisce soprattutto loro e tutti i cittadini che non possono disporre di un mezzo privato».
Giannoni teme il ripetersi di una storia vecchia, di qualche anno fa, quando Poste Italiane decise di chiudere l’ufficio di Canneto: prima una riduzione dell’apertura a due giorni la settimana, poi di colpo la chiusura totale e definitiva. In seguito, per venire incontro alle necessità dei residenti a Canneto, il Comune si sobbarcò un servizio di navetta, che funziona ancora, tutte le mattine. Ma se questa drastica riduzione di orario fosse la premessa ad una chiusura totale dell’ufficio di Monteverdi non ci sarebbe possibilità di organizzare una navetta, troppo lungo il percorso, troppo oneroso il servizio per il Comune.
Così l’Amministrazione ha deciso di muoversi subito: è stato chiesto il sostegno al presidente dell’Uncem (Unione comuni montani) Giurlani, lunedì una giunta urgente per promuovere incontri a tutti i livelli istituzionali e con i vertici provinciali e regionali di Poste Italiane, contestuali denunce dei probabili disagi nelle sedi politiche. Su quest’ultimo passo Giannoni riflette con amarezza: «La politica, purtroppo, è sempre più lontana dalle necessità dei nostri piccoli paesi. Qui Poste ragiona come un contabile, ma per noi l’ufficio aperto è un servizio sociale indispensabile».
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