Attenzione
Buche, crolli e abbandono Il centro storico soffre
La giunta Ferrari ha creato un servizio comunale ad hoc per il cuore della città Ma per un rilancio e una valorizzazione serviranno tempo, idee e tante risorse
PORTOFERRAIO. Una cosa è certa. Il nuovo ufficio comunale dedicato al centro storico di Portoferraio, creato in questi giorni dalla giunta Ferrari, dovrà lavorare molto.
Non tanto per riportare il cuore della città di Cosimo I de’ Medici all’antico splendore (sarebbe un sogno irrealizzabile), quanto per ricreare, per lo meno, un pizzico di vitalità e decoro in quello che sarebbe a tutti gli effetti uno dei centri storici più affascinanti d’Europa ma, di fatto, si presenta ai turisti in modo inadeguato.
«Lavoreremo con intensità per la riqualificazione», ha detto il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari annunciando la creazione del nuovo servizio per il centro storico con personale comunale dedicato.
A poche ore dall’annuncio abbiamo fatto un giro tra le viuzze della città medicea, cercando di stilare un quadro delle principali criticità.
Buche sulle strade. Il degrado corre lungo le strade del centro storico. Buche, asfalto mancante, crolli e lastroni della antica pavimentazione che sembrano tenersi insieme per miracolo. Il quadro è sconfortante ed esteso: dalla parte alta della città (da via del Carmine a via Hugo per poi arrivare alla Villa dei Mulini), fino alla zona più bassa di via dell’Amore, via Roma e via Elbano Gasperi le strade sono piene di ostacoli e buche più o meno pericolose, a cui si aggiungono tombini disastrati e griglie rotte. È chiaro che un corposo intervento di sistemazione, così come un censimento delle varie criticità, richiederà tempo e risorse al Comune.
Fortezze e monumenti. Non sono solo le strade a rappresentare il degrado del centro storico. La facciata dei Vigilanti è scrostata e avrebbe bisogno di un intervento di restauro, in più punti le fortezze medicee sono insidiate da crolli, oltre che da tubazioni e cavi elettrici che non sono propriamente eleganti (ne è l’esempio la parte delle fortificazioni a pochi metri dalla porta a terra restaurata di recente).
L’abbandono. Ai problemi strutturali se ne aggiungono altri, legati purtroppo alla scarsa cura di chi nella città ci abita. Basta girare l’angolo, transitare in una stradina meno trafficata, per imbattersi in sorprese spiacevoli. Sul retro del teatro dei Vigilanti spuntano scritte, rifiuti e un resto “penzoloni” di un porta estintore. Nei “canaloni” sotto il piazzale De Laugier, a pochi passi dalla scuola Battisti, sono stati gettati rifiuti di ogni genere. Erbacce e lamiere, in più punti, fanno compagnia alle antiche fortificazioni.
Poco movimento. Ad alimentare la sensazione di degrado il senso di abbandono del centro storico, ormai da anni privato dei servizi che lo rendevano vivo. La stagionalità del cuore della città privilegia solo una parte del centro, quella per intendersi protesa verso la calata. Il resto non sembra più avere un’anima. In questo contesto il recupero di alcuni beni demaniali strategici, ottenuti dal Comune, sarà una chiave per tracciare il futuro del centro storico.
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