Sicurezza
Voragini del Piano, appello alla Regione
I sindaci Galli e De Santi chiedono un cambio di passo
RIO MARINA. Occorre dare avvio alle indagini sul fenomeno delle voragini al Piano. Lo scrivono in una lettera indirizzata alla Regione e alla Provincia di Livorno e ai rispettivi uffici di competenza i sindaci del versante orientale dell’Isola, Renzo Galli e Claudio De Santi.
«Sono passati quasi due mesi dall’ultimo riunione – dicono i primi cittadini – nel corso della quale si decise di procedere di effettuare una serie di indagini per risalire alle cause delle voragini del Piano. Proponemmo anche, a nome della gestione associata del turismo, di anticipare le somme necessarie agli studi di completamento pari a 180 mila euro, successivamente rimborsati dalla Regione. Da allora non si è fatto nulla». Un silenzio che preoccupa. Soprattutto, Galli e De Santi chiedono di dare una definizione al progetto e conoscere quindi le risorse economiche, l’ente che sarà chiamato a gestire l’appalto e i tempi d’inizio dei lavori. E i primi cittadini danno la loro disponibilità a partecipare a un incontro presso la protezione civile di Firenze il 16 o il 23 febbraio.
Indagine idrogeologica. «L’indagine nel sottosuolo – dicono De Santi e Galli – sono fondamentali per la caratterizzazione dei fenomeni di sinkole, in quanto gli eventi finora registrati sembrano essere connessi, più che al crollo di volte di roccia alla filtrazione nei sedimenti soprastanti che avviene per cause naturali o antropiche».
Tomografia geoelettrica 3D. «La geoelettrica – scrivono Galli e De Santi - è una metodologia di indagine che si basa sull’immissione di corrente a bassa frequenza nel sottosuolo e sfrutta le diverse resistività del terreno, delle rocce e dei fluidi per riconoscere l’assetto del sottosuolo e individuare eventuali sue anomalie come cavità, presenza di fluidi».
Indagini microgravimetriche. La microgravimetria è una tecnica di indagine che si basa sull’analisi delle formazioni del campo gravitazionale terrestre dovute alla differenza di densità dei materiali incontrati durante le analisi; ciò permette di riconoscere la presenza di strutture sotterranee o vuoti.
Durata delle attività di ricerca. Le attività di ricerca avranno una durata di un anno. «I dirigenti presenti – affermano i sindaci - presero impegno a verificare se le risorse potessero essere stanziate direttamente dalla Regione Toscana. Non avendo avuto ancora nessuna risposta, occorre procedere nuovamente – concludono - a un incontro per definire modalità e termini di esecuzione di studi ormai improcrastinabili, anche in considerazione dell'imminente stagione turistica».
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