Il Tirreno

«Soldi a palate con il sesso»

Alessandro De Gregorio
L'impresario in un fotogramma del video delle Iene
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L'impresario in un fotogramma del video delle Iene

Lavoro e prostituzione: impresario filmato dalle Iene. Il video all’esame della Procura

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PIOMBINO. E’ l’argomento che tiene banco dalla notte di giovedì 5, da quando il servizio delle Iene è stato trasmesso su Italia 1 ma soprattutto dall’istante in cui il video è stato lanciato nel web. Una valanga di condivisioni, migliaia di commenti.
“Donne delle pulizie indotte a… scopare” è il titolo del servizio-denuncia firmato dalla Iena Mauro Casciari. Un titolo pesante al pari dei contenuti.
Nel mirino un’impresa di pulizie dove il titolare (in realtà è il marito della titolare) chiede alle ragazze rapporti sessuali. Nel video, registrato con una telecamera nascosta, si vede un impresario che riceve in un ufficio sotto i portici «Aurora, ragazza disperata alla ricerca di un lavoro». La ragazza in realtà è una complice delle Iene, peraltro istruttrice di arti marziali.
Alla fantomatica giovane albanese, attirata dal cartello “Cercasi personale femminile automunito”, Neve offre prima di fare le pulizie. E poi di fare sesso. Con un avvocato, ma anche con lui stesso e con altri clienti. Non operai, ma gente con i soldi. Perché «se sei brava fai soldi a palate».
Nel video si riconosce sia l’agenzia di via Petrarca che uno dei protagonisti: Giuseppe Neve, 42 anni, detto Pino ’o tarantino per le sue origini.
Viene invece oscurato il volto dell’avvocato Oberdan Lenzi, 70 anni, conosciutissimo legale piombinese. Forse perché, nel contesto del servizio, la posizione di Neve è l’unica davvero compromessa.

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Neve e Lenzi quel giorno chiamarono carabinieri e polizia sostenendo di essere stati importunati da un tizio travestito da donna e aggiungendo di essere stati vittime di una specie di tentativo di estorsione. Quando arrivarono in via Petrarca, carabinieri e polizia non trovarono nessuno della troupe. La denuncia fu quindi firmata contro ignoti. Era il mese di agosto dello scorso anno.

A distanza di sei mesi, Mediaset ha mandato in onda il servizio. Ed è su questo che adesso lavora la polizia. Venerdì 6 c’è stata una riunione in commissariato. Sabato 7 gli agenti dell’anticrimine consegneranno al sostituto procuratore Fiorenza Marrara un file con il video in questione. Il magistrato ha chiesto di vederlo prima di decidere cosa fare.

All’inizio del video, Neve spiega alla ragazza che «noi facciamo i condomini, puliamo le scale, ne abbiamo 13-14 al giorno, si lavora la mattina dal lunedì al sabato. Momentaneamente più di 550 euro non possiamo dare». Ma il posto «è già occupato». Però l’impresario dice di conoscere un avvocato che ogni tanto ha bisogno di una ragazza per la pulizia dello studio. Così invita la finta Aurora a ripassare di lì tra un’oretta per incontrare proprio quell’avvocato. Sembra un normale colloquio di lavoro, che peraltro avviene alla presenza della moglie di Neve.

Poi la finta Aurora torna in quell’ufficio. C’è soltanto Neve e la conversazione prende una piega diversa. «Sei troppo bella per pulire la scale» le dice l’uomo.
Neve poi accenna al fatto che «questo avvocato paga assai. Se ti dà 100 euro per pulire 20 minuti l’ufficio è un po’ troppo...».
Fino alla domanda diretta: «Sessualmente cosa sai fare?». L’impresario sostiene di veder passare in quell’ufficio donne disperate, giovani e meno giovani, sposate e non. Allude al guadagno: 100 euro in dieci minuti, mille euro in un mese, mentre «un operaio deve lavorare otto-dieci ore»; promette di farla conoscere a direttori di banca, «persone che pagano», anche «uno dei più grossi amministratori di Piombino».

E avverte che anche lui vuole la propria parte: «Domani con me e mercoledì con l’avvocato».
Poi Neve telefona all’avvocato. «Ma era una telefonata finta» dice al Tirreno. E accompagna la ragazza nel retro. Qui la finta Aurora si spoglia, per mostrare tutta la sua bellezza. Respinge le avance dell’uomo, si riveste.
Le immagini ripartono dalla scrivania dell’ufficio. Ora c’è anche l’avvocato Lenzi, con il volto oscurato, che parla di viaggi e della «compagnia» della ragazza. «Ti presenti bene. Notevolmente bene» osserva l’avvocato.
A quel punto entra Casciari travestito in modo grottesco da “zia” di Aurora. Non si qualifica come Iena, certo è che in quell’ufficio si capisce una cosa: quella ragazza era un’esca. Neve parla di «malinteso» e accompagna Casciari alla porta. «Sono qua per motivi professionali» dice Lenzi. Poi si vede che l’avvocato inforca gli occhiali e prende il telefonino. Chiamerà la polizia. Polizia che, ora, vuole vederci chiaro.
 

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