Sicurezza
Otto anni fa il Tarantino fu arrestato
Nel 2007 finì in carcere nell’ambito dell’operazione Dragonball e ne uscì dopo aver patteggiato
PIOMBINO. Per Giuseppe Neve, conosciutissimo in città, chiamato Pino o il Tarantino dagli amici, la parola prostituzione non è una novità.
Otto anni fa infatti il quarantaduenne fu arrestato dalla polizia e trasferito in carcere alle Sughere, da dove poi ci scrisse una lettera accorata.
«Non scrivo per discolparmi dei reati contestati - fu l’attacco della sua lettera - Va bene, ho fatto un paio di reati e tra questi c’è lo sfruttamento della prostituzione (reato infamante) ma voglio precisare che tutte le mie colpe sono quelle di aver accompagnato alcune persone in luoghi con belle signore. Tutto questo è stato più per cortesia che per scopi di lucro, visto che queste persone fanno parte della Piombino bene, molto conosciute, d’importante livello sociale ed economico e tutti hanno la loro famiglia».
Quella che condusse in carcere Neve fu chiamata Operazione Dragonball, nome dato dagli investigatori all’indagine proprio per la passione del Tarantino per i cartoni animati, e per quella serie in particolare.
Neve fu ritenuto il capo di un’organizzazione che procurava ai clienti giovani prostitute, cocaina e anche i luoghi dove incontrarsi.
L’operazione si concluse a metà giugno del 2007 con una serie di perquisizioni, sia nell’abitazione di Neve che alle acciaierie, dove lavorava. A quel tempo infatti il Tarantino era responsabile di una ditta d’appalto che operava alla Lucchini.
Gli agenti trovarono in casa sua anche una pistola calibro 8 detenuta illegalmente e un coltello a serramanico.
L’indagine della squadra anticrimine era cominciata l’anno prima, nell’ottobre del 2006, per un giro di spaccio di cocaina in città. Agli appostamenti gli agenti trovarono un riscontro in un’operazione antidroga condotta dal commissariato di Cecina, che si era conclusa con l’arresto di una trentina di persone tra cui un pugliese residente a Piombino.
Neve fu accusato nella fattispecie di aver portato a prostituirsi alcune ragazze dell’Est ma anche italiane, intascando metà dei loro guadagni. Era accusato anche di fornire la coca che si procurava nei viaggi in Puglia con la scusa di andare a far visita ai genitori.
Secondo gli inquirenti, Neve avrebbe anche tentato senza successo di entrare più volte in contatto con altre organizzazioni per reclutare ragazze disponibili direttamente dai paesi dell’Est.
Dalle indagini della polizia spuntò fuori anche un prestito di 20 euro fatto a un giovane, al quale attraverso minacce sarebbe poi stato chiesto di restituirne 500.
Il 22 novembre 2007 il giudice Sandra Lombardi accolse la richiesta di patteggiamento per una pena di tre anni e quattro mesi di carcere.
Successivamente, uscito dalle Sughere, Pino il Tarantino aveva ricominciato una nuova vita.
Per questa nuova vicenda rischia grosso, proprio in virtù del precedente specifico.
Tutto ora è all’esame della Procura. Il pm dovrà decidere se aprire un fascicolo per favoreggiamento della prostituzione, ravvisando gli estremi del reato dietro quelle proposte filmate dalle telecamere nascoste delle Iene, o se invece ricondurre l’episodio - come ripete Neve - a una leggerezza.
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