Sicurezza
Ma l’uomo si difende: «Era bella e provocava»
Giuseppe Neve accusa la ragazza e preannuncia querele contro la trasmissione.
«Ma quale sfruttamento? Anche la telefonata con l’avvocato era fasulla»
PIOMBINO. Tuta e scarpe da ginnastica, l’immancabile sigaretta tra le dita della mano destra e l’accendino della sinistra, occhiali da sole fumé a nascondere i segni di una notte in bianco. E’ mezzogiorno e Giuseppe Neve è come sempre al suo posto, alla scrivania dell’ufficio di via Petrarca.
«Il mio passato è passato, ma stavolta io non ho fatto niente. Ma quale prostituzione? Ma secondo voi mi metto a organizzare un giro di prostituzione qui, nell’ufficio di mia moglie? Ora comunque li denuncio».
Chi?
«Le Iene. Una denuncia l’avevamo già presentata insieme all’avvocato. Ma era contro ignoti, non sapevamo chi fosse quella gente».
Si riferisce all’avvocato Oberdan Lenzi?
«Sì, ma quel giorno era qui per caso. Avevamo un appuntamento e anche lui si è trovato davanti questa bella ragazza».
Nel video si vede lei che telefona a un avvocato.
«Era una telefonata finta. Non avevo chiamato nessuno. Dai, mettetevi nei miei panni. Questa ragazza bellissima mi aveva fatto perdere la testa, del resto era un’attrice che cercava di incastrarmi in tutti i modi. E io ho abboccato».
Ma lei si aspettava questo servizio in tv?
«No, assolutamente. Io manco sapevo che fossero le Iene, quelli mica si sono qualificati».
Era davanti alla televisione o gliel’hanno detto?
«Ero appena andato a letto con mia moglie, la tv era accese e mi sono visto sullo schermo. Non volevo crederci. Solo allora mi è tornato in mente l’episodio».
Che giorno era?
«Non ricordo, ma sicuramente eravamo ad agosto, la scorsa estate. E il video lo hanno montato come gli è parso».
Cosa manca?
«Molte scene. Per esempio all’inizio c’era anche mia moglie, pure lei ha fatto degli apprezzamenti a questa ragazza, di una bellezza unica».
Nelle immagini, quando la ragazza è tornata in ufficio, eravate soli e non parlavate di pulizie.
«Sì, ma considerate che questa ragazza aveva la camicetta trasparente, faceva discorsi strani, alludeva parecchio. Diceva che voleva guadagnare tanto e in fretta. E poi mentre parlava mi toccava le mani, mi guardava in modo ammiccante. Dai, mettetevi nei miei panni. Se ho detto quelle cose era solo per assecondarla. E comunque sarebbe stata sua la scelta, mica ho detto facciamo metà per uno».
Poi è arrivata la “zia”.
«Sì, ha fatto irruzione un uomo vestito da donna, con un microfono. Fuori c’era un altro che riprendeva con una telecamera. Nessuno si è qualificato come giornalista, o in altro modo. Nessuno ha parlato delle Iene. Pensavamo che fosse una trappola. Così io ho chiamato i carabinieri e l’avvocato ha telefonato alla polizia. Quando è arrivata una pattuglia di militari, quelle persone erano già fuggite. Abbiamo fatto una denuncia contro ignoti, per tentata estorsione. Non immaginavo affatto che fossero le Iene. Fino a giovedì sera. Ora so chi denunciare».
Da quando è scoppiato il caso, ha sentito nessuno?
«No. Solo qualche ragazza che lavora attraverso questa agenzia. Sono tutte pronte a testimoniare che mai mi sono permesso di proporre loro attività illecite. Altro che prostituzione. So che tanta gente non ci crede perché ho un precedente, ma è così».
Se sono venute le Iene, qualcuno le ha chiamate.
«Sì, ma non so chi possa essere e non voglio neanche saperlo».
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