Il Tirreno

Amianto abbandonato il Movimento 5 Stelle minaccia esposti

Preoccupa lo smaltimento selvaggio sempre più diffuso all’interno del territorio comunale campigliese

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CAMPIGLIA. Il Movimento cinque stelle di Campiglia va all’attacco sullo smaltimento selvaggio nel territorio comunale dell’amianto, «il cui uso è fuori legge dal 1992, quando il nostro Paese vietò l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di amianto o di prodotti contenenti amianto. Il termine ultimo al divieto è scaduto nell’aprile 1994 – dicono i 5 Stelle – 57/92 – ma nel nostro comune si è fermato il tempo, i visitatori potranno riscoprire antichi mestieri, presenti solo nei racconti sbiaditi dei nonni, negli angoli di paese con stradine rimaste appartate, dove l’amianto continua a rimanere accatastato come fosse legna».

Il movimento spiega che «nonostante le numerose segnalazioni da noi fatte l’amianto emerge sul territorio silenzioso e inadeguato. Qualche anno fa alcune ditte, sicuramente attingendo a dei fondi comunitari esistenti, si facevano carico dello smaltimento, anche se con quale metodologia non è dato sapere. Infatti potevamo incontrarlo dentro a dei sacchi neri per strada con su cartelli tipo “Attenzione amianto”».

Così, tornando al presente, dopo aver letto sul Tirreno dell’abbandono di amianto in più luoghi, i 5 Stelle chiedono al sindaco Rossana Soffritti «se ritiene che le procedure adottate siano rispettose del principio di precauzione in materia di tutela della salute pubblica, se ritiene che ci siano reali pericoli per la salute dei cittadini, quali sono le azioni che l’amministrazione pensa di mettere in atto, per verificare in che modo sono state definite e applicate queste procedure, e quali provvedimenti verranno presi per cambiarle».

Il movimento sostiene poi che “Il soggetto che ha abbandonato l’amianto non è noto”, «è la risposta ricorrente data dalle amministrazioni, né vi sono indicazioni per risalire al soggetto responsabile, quindi la situazione si configura come abbandono in area pubblica, espressamente vietato dalle norme e dai regolamenti vigenti. Quando venga rinvenuto su area pubblica dell’amianto abbandonato, l’Amministrazione deve seguire alcune modalità, in particolare attivare allo scopo il gestore del servizio di raccolta dei rifiuti non potendo agire come avviene nei confronti dei privati, dove l’abbandono, essendo il responsabile identificato, può essere affrontato con ordinanza».

«Visto che le nostre segnalazioni, suggeriteci dagli abitanti, riguardano sia il pubblico che il privato – concludono i 5 Stelle – essendo il sindaco responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio, nella qualità di ufficiale del Governo, può adottare provvedimenti contingibili e urgenti con lo scopo, la finalità di reprimere e prevenire pericoli che minacciano la pubblica incolumità. Il M5S, non avendo avuto riscontri e interventi concreti da parte dell’amministrazione,intende procedere tramite segnalazione scritta, come suggerisce l’articolo 192 dlgs 152 2006 ed eventuale esposto. Perché a noi preme garantire un futuro salutare»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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di Redazione web