Il Tirreno

«Vogliamo solo far crescere il Parco»

di Antonella Danesi
Il trenino all'interno del Parco minerario
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Il trenino all'interno del Parco minerario

Rio Marina, Roberto Forti della società D’Alarcon spiega la scelta di comprare le quote. Possibili 15 posti di lavoro

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RIO MARINA. «Non abbiamo nessun altro scopo che non sia quello di sviluppo del territorio di Rio Marina».
Così Roberto Forti, della società d’Alarcon che si è aggiudicata provvisoriamente le quote (nella percentuale del 75%) della società Parco Minerario. Sono quote che erano state messe all’asta dalla Provincia di Livorno e su cui il comune di Rio Marina intende far valere il diritto di prelazione.

«Vorrei scacciare ogni forma di perplessità – commenta Roberto Forti –. Sulla vendita delle quote della Parco Minerario è stato sollevato un polverone ma il nostro obiettivo, se l’aggiudicazione delle quote sarà definitiva, è lo sviluppo del museo e della società che, tengo a specificare, non ha alcuna proprietà, se non il trenino. Insomma, sono ancora più chiaro: non ci sono fini speculativi anche perché non ce n’è possibilità. Non avendo proprietà la società non può sviluppare niente».

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E se dovesse diventare proprietario il comune di Rio Marina grazie alla prelazione sulle quote, la società D’Alarcon è pronta comunque a porsi come interlocutore dell’amministrazione «Per un possibile sviluppo della società del Parco, per eventuali servizi o lavori che l’amministrazione crederà opportuno creare, sempre in un’ottica di rilancio dell’economia del paese». La decisione di partecipare all’asta è scaturita dall’obiettivo di tutelare il comparto e anche dal fatto che la D’Alarcon è una società di servizi così come la Parco Minerario. Quindi vuole ampliare il proprio raggio d’azione.

«Siamo convinti – dice ancora Roberto Forti – che una sinergia tra le due società potrebbe portare benefici ad entrambe, sviluppando le potenzialità del territorio di Rio Marina e creare al tempo stesso anche delle opportunità di lavoro». La Parco Minerario attualmente gestisce il territorio per conto del Comune: «Se noi acquisteremo le quote – continua Forti – continueremo a fare il servizio di vigilanza e gli altri che il Comune vorrà sviluppare. Saremo ben contenti di supportare l’ente nello sviluppo di questo progetto».
Se il potenziale della società e del territorio insieme è enorme, è anche vero che fino ad oggi è stato sfruttato al minimo.

Per questo Roberto Forti e la D’Alarcon pensano alla creazione di percorsi all’interno delle miniere di Rio e all’ideazione di eventi e manifestazioni, interessi e curiosità che possano attrarre visitatori con l’obiettivo di creare anche nuovi posti di lavoro. «Un nodo importante è l’occupazione – sottolinea - poter creare 15-20 posti di lavoro credo sia linfa vitale per la nostra zona. Noi ci metteremo il nostro impegno se ci sarà data la possibilità. Siamo gente del posto, conosciamo ed amiamo il nostro territorio, e possiamo dire che in questo contesto rappresentiamo una sorta di garanzia. Per di più tutto dovrà sempre passare dal Comune sia che questo le quote che queste vengano a noi. La gestione del territorio è di competenza dell’amministrazione comunale, la nostra intenzione è di costruire qualcosa insieme, se sarà possibile».

La D’Alarcon ha preso anche una piccola quota di Alatoscana, la società che gestisce l’aeroporto della Pila, anche questo: «Per dare un supporto – dicono - se ci verrà chiesto su idee di sviluppo. La consideriamo una struttura decisiva per lo sviluppo del turismo. Mentre la parco Minerario è fondamentale per il territorio di Rio Marina, l’aeroporto lo è per tutta l’Elba, visto il movimento di persone che può garantire» .
 

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