Finanza
ORA PERÓ SERVE UN TIMONIERE
DI CRISTIANO LOZITO La vastità del piano Cevital – acciaieria, agroindustriale, logistica portuale – con gli imprevisti che proprio la sua imponenza comporta, è senz’altro la più valida se non l’unica...
DI CRISTIANO LOZITO
La vastità del piano Cevital – acciaieria, agroindustriale, logistica portuale – con gli imprevisti che proprio la sua imponenza comporta, è senz’altro la più valida se non l’unica spiegazione a questa fase ondivaga delle strategie algerine riguardo al percorso per arrivare alla produzione dell’acciaio. Prima lo sbandieramento del “preridotto” per alimentare i futuri forni elettrici, illustrato come un sistema vincente per rendere economici e remunerativi sistemi di produzione così energivori. Poi una brusca frenata, per ragioni al momento misteriose, sempre che sotto non ci sia un accordo con Gozzi e i siderurgici bresciani che un impianto di preridotto propongono di realizzare a Piombino. Quindi lo studio sulla possibile – e clamorosa – ripartenza dell’altoforno, visto il costo e la difficoltà di reperire materiale da laminare, studio che sembra alla fine sia finito nel nulla per le tante difficoltà che il progetto comportava. In mezzo la presentazione di una sorta di memorandum di una paginetta spacciato come un piano industriale. Ecco, l’impressione è che Issad Rebrab, uomo peraltro di enorme esperienza, abbia avuto fin qui tanti consulenti-consiglieri. Ma ora è venuto il momento, per dar corpo a un’impresa così complessa nei tempi stretti che Cevital si è data, che il presidente Rebrab faccia una scelta chiara e importante: quella di un amministratore delegato, un capo, che prenda il timone del progetto fissando tempi e modi per la sua realizzazione.
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