Sicurezza
Incontri e cerimonie è così che Mattarella conosce Piombino
Il neo eletto presidente della Repubblica è già stato in città (com'era successo a Napolitano). I racconti di chi c’era, Barsi e Guerrieri
PIOMBINO. Vedere Piombino e diventare presidente della Repubblica. Se gli indizi che si ripetono più volte diventano prova è il caso di ricordare quanto accaduto a Giorgio Napolitano o persino a Sergio Mattarella.
Il senatore a vita (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) Napolitano è ospite al Torrione per le celebrazioni del 25 aprile 2006 (più volte per altro in visita a Piombino anche per l’amicizia di una vita che lo legava al dottor Mario Del Prete) eletto presidente della Repubblica davvero pochi giorni dopo: il 10 maggio 2006 con 543 voti (prestando giuramento il 15 maggio 2006). Rieletto poi il 20 aprile 2013 con 738 voti. E siamo alle dimissioni dello scorso 14 gennaio. È divenuto senatore di diritto e a vita quale presidente emerito della Repubblica. Questa la storia recente.
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Però, in questi giorni, c'è chi si ricorda di quando anche il neo eletto Sergio Mattarella è stato in città. Il fotografo Romano Favilli ha cercato nel suo archivio ritrovando le immagini della prima giornata trascorsa da Mattarella a Piombino: il 29 aprile 1989. Anni del secondo mandato del sindaco Paolo Benesperi.
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«Allora segretario Cisl – racconta Carlo Barsi (assessore ai lavori pubblici fino alla seconda giunta Anselmi ) – lo avevo invitato per un dibattito sulle riforme istituzionali. Era, allora, ministro per i rapporti col parlamento e per le riforme... perché anche allora di questo si parlava». «Venne accompagnato nella sua visita da altri due parlamentari Dc, Balestracci e Angelini. Il dibattito – aggiunge Barsi – si svolse nella sala della biblioteca comunale, con la partecipazione anche del vescovo Vivaldo. Mattarella? Una persona squisita, non superficiale. Attenta ai problemi. Era venuto per parlare di riforme ma finì per interessarsi anche al momento di difficoltà che già attraversavano le acciaierie e la Magona. Rimanemmo insieme tutto il giorno – sottolinea Carlo Barsi – e dopo l'inaugurazione dell’ambulanza alla Misericordia in piazza Manzoni gli facemmo conoscere la città, il centro storico, piazza Bovio. Riuscì ad organizzare pure un incontro coi rappresentanti Fim e Cisl delle Rsu delle fabbriche. Tanti momenti da ricordare. Tant’é che, quando lo rividi, qualche tempo dopo a Salerno, per un congresso Dc, mi chiamò da lontano “...Piombino!”, dedicandomi grande attenzione anche in quella inattesa occasione».
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Foto a colori riportano invece alla consegna della medaglia d'oro al valore militare alla città, il 7 ottobre 2000. A Piombino il presidente Ciampi, accompagnato pure dal ministro della difesa Sergio Mattarella. Allora sindaco Luciano Guerrieri. «Grande emozione – racconta Guerrieri – Dimostrarono vicinanza alla città, che inseguiva questo riconoscimento da cinquant’anni. Le immagini di quel giorno le ho ben in mente e acquistano oggi nuovi significati; Ciampi mi consegna la medaglia, al centro Mattarella sorride...». Conoscere già vuol dire essere più vicini. Di buon auspicio, per tanti motivi.
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