Sicurezza
«Bisogna unire i distretti di Val di Cornia e Val di Cecina»
PIOMBINO. Si dice d’accordo ad «alzare il livello del dibattito sulla sanità» l’assessore Margherita Di Giorgi, che interviene nel dibattito aperto sia dalle minoranze (Fabrizio Callaioli per...
PIOMBINO. Si dice d’accordo ad «alzare il livello del dibattito sulla sanità» l’assessore Margherita Di Giorgi, che interviene nel dibattito aperto sia dalle minoranze (Fabrizio Callaioli per Rifondazione e Francesco Ferrari per Forza Italia) che dagli alleati (Spirito libero).
«Ben vengano le richieste di ampia discussione - dice Di Giorgi - Ci sembra opportuno ribadire, e non è certo un mistero, che la sanità toscana vanti il riconoscimento di avere uno dei servizi sanitari migliori d’Italia. E’ evidente che l’intervento di una legge di riordino come si prevede nella proposta di legge 77/2014 impone di creare le giuste e sicure condizioni per rispondere a un ospedale qualificato e a un territorio che guardi oltre il distretto della Val di Cornia. Noi riteniamo che questa sicurezza sarà possibile solo se riusciremo a mettere da subito insieme i due distretti della Val di Cornia e della Val di Cecina che, uniti, comprendono un bacino di circa 155 mila abitanti. Unendo i due distretti in un unico ambito territoriale, gli ospedali di Piombino e di Cecina possono rappresentare un nucleo ospedaliero diversificato ma di livello anche specialistico. Avremo in tal modo una rete distrettuale forte e una rete ospedaliera di livello specialistico. In questo contesto, con questo nuovo scenario, la Società della salute può rappresentare il fulcro principale per la gestione economica finanziaria della nostra sanità». «La nostra visione della sanità - prosegue Di Giorgi - essendo questo territorio caratterizzato da un ambiente che spazia dal mare alle colline, non può non guardare con interesse, oltre che all’isola d’Elba, anche alla zona delle colline metallifere. In questa fase riteniamo pertanto sia doverosa e utile una discussione sul riordino del servizio sanitario regionale, come richiesto da alcune forze politiche presenti in consiglio comunale».
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