Italia
Adalberto Bertucci si dimette da consigliere provinciale
L'assessore portoferraiese esce dal nuovo ente: "La mia decisione per protestare contro la gestione della sanità a livello provinciale"
PORTOFERRAIO. Adalberto Bertucci, assessore alla viabilità del Comune di Portoferraio, ha rassegnato le sue dimissioni da consigliere provinciale. Bertucci, infatti, era l'unico elbano assieme al sindaco di Campo nell'Elba Lorenzo Lambardi a rappresentare l'isola nel nuovo consiglio provinciale. Ha comunicato la sua scelta al presidente della Provincia, Alessandro Franchi. Alla bese della scelta, spiega lo stesso Bertucci, l'amarezza legata alla gestione della sanità sul territorio provinciale e l'esito dell'ultima - discussa - conferenza dei sindaci provinciale sulla sanità.
"Prima di spiegare i motivi delle mie dimissioni, vorrei ringraziare tutti i consiglieri provinciali ed il presidente in particolare, per il clima amichevole con il quale siamo andati avanti fino ad oggi - scrive Adalberto Bertucci - Purtroppo per motivi sopraggiunti, che mi hanno ferito sul piano della lealtà istituzionale, non mi sento più di continuare questo percorso, ambito e ottenuto grazie alla fiducia dei sindaci elbani e di tutti i consiglieri che mi hanno votato ed ai quali rivolgo, contestualmente, il mio disappunto e le mie scuse".
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Bertucci ci tiene a chiarire i motivi che lo hanno spinto a prendere questa decisione. "Il mio è un gesto semplice e coerente, in ragione dei continui e disarmanti atti discriminatori nei confronti della nostra isola da parte della direzione sanitaria e da chi la rappresenta, dove all' ultima riunione provinciale dei sindaci sulla sanità, che per la prima volta si svolgeva nel nostro capoluogo, a Portoferraio - racconta Bertucci - credo che sia legittimo e necessario che in politica si abbiano opinioni diverse: ad un certo punto i sindaci e delegati del continente si sono alzati non condividendo alcune scelte che si andavano a fare sulla candidatura di un rappresentante elbano alla vice presidenza della conferenza. Giudico questo comportamento politico, e che ci possa stare dove ci sono delle differenze di opinione e di ideali su qualsiasi argomento. Ma vorrei anche aggiungere per spiegare bene il mio disappunto su quanto sopra, che a seguire erano rimasti al tavolo della conferenza gli otto sindaci elbani, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin, il suo assessore Ina Dhimgjini, ed il responsabile Asl Porfido, al quale era stato fatto notare che l’assemblea poteva continuare perché le quote erano rispettate dal regolamento. Di fronte a tale fatto il direttore - che giova ricordarlo è un organo tecnico - assumeva un ruolo politico e per "sostenere" la posizione dei sindaci usciti, manifestava la volontà di abbandonare anche lui la riunione facendo così mancare il numero legale e provocando quindi lo scioglimento dell’assemblea".
Bertucci racconta come, poi, Porfido si sia alzato e abbia abbandonato la sala conisliare, facendo venire meno il numero legale. "Per questo, al di là delle mie ragioni personali - conclude Bertucci - rimetto alla direzione del mio partito, Forza Italia le mie dimissioni, e la valutazione complessiva di tutta la vicenda e se le cose rimangono così come evidenziate, senza alcun esemplare segno di inversione di rotta, mi auguro che verranno prese le dovute distanze". Bertucci è stato eletto nel consiglio provinciale lo scorso ottobre. La candidatura generò peraltro una durissima polemica interna al partito di Forza Italia, uno scontro tutto elbano. Fu il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti ad attaccare personalmente Bertucci chiedendo le sue immediate dimissioni. Dimissioni che, per motivi diversi, sono arrivate solo qualche mese dopo.
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