Il Tirreno

«Così possiamo rivalutare il centro storico»

Il sindaco Claudio De Santi spiega l’opportunità dell’albergo diffuso nel borgo di Rio nell’Elba

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RIO NELL’ELBA. «Facciano sogni tranquilli gli albergatori elbani, l’albergo diffuso non si pone in contrapposizione con le loro aziende».

Claudio De Santi, sindaco di Rio nell’Elba e fra i primi amministratori elbani (assieme al sindaco di Marciana, Anna Bulgaresi) a credere nella realizzazione di questo tipo di ricettività extra alberghiera, non ha dubbi in proposito. Non è concorrenziale con i classici hotel. «Tanto più – continua ancora il primo cittadino riese – che nel nostro paese non esiste neppure un albergo, dopo la chiusura dell’hotel ‘La Ginestra’».

Il sindaco di Rio Elba crede molto nel progetto dell’albergo diffuso. Dopo gli incontri con l’amministrazione comunale e una delegazione di esperti e cittadini eventualmente interessati all’idea, si sono verificati i sopralluoghi negli appartamenti destinati al nuovo indirizzo. Ma che cos’è un albergo diffuso? L’albergo diffuso nasce con l’intento di riutilizzare delle volumetrie esistenti all’interno dei borghi antichi per destinarli all’ospitalità, dopo averli ristrutturati e riadattati secondo i criteri vigenti. «Si tratterebbe di un’impresa – spiega De Santi – situata nel nostro centro storico con la differenza che non esiste un unico ambiente dove ci sono le camere e i servizi, ma un centro di accoglienza che svolgerebbe il ruolo della reception ed entro un raggio di non oltre duecento metri trovare gli appartamenti da dare in affitto alla clientela. Non si andrebbe a realizzare altre volumetrie, ma si utilizzerà l’esistente, naturalmente recuperandole e aggiustandolo secondo le esigenze e le richieste attuali». In perfetta sintonia con l’idea madre (nasce in Friuli-Venezia Giulia, nella Carnia, a seguito del terremoto del 6 maggio del 1976 di fronte alla necessità di valorizzare le case che a mano a mano erano ristrutturate), l’albergo diffuso che l’amministrazione comunale intende realizzare nel centro storico avrebbe un duplice obiettivo. Quello di evitare il degrado architettonico di alcune case i cui proprietari non risiedono più in paese, visto che si sono trasferiti in altre località. Il secondo quello di rivitalizzare dal punto di vista abitativo il centro di paese, altrimenti destinato alla lenta consunzione. «Siamo disponibili – conclude il sindaco – a un confronto con la categoria degli albergatori, per una valutazione serena del nostro programma».

Luigi Cignoni

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