Il dolore
Asiu tra flop e perdite Se ne parla a Suvereto
SUVERETO. Domani a Suvereto (alle 21 nella sala del Ghibellino) le liste civiche Comune dei cittadini, Assemblea sanvincenzina, Un’altra Piombino e Assemblea Popolare di Suvereto organizzano un...
SUVERETO. Domani a Suvereto (alle 21 nella sala del Ghibellino) le liste civiche Comune dei cittadini, Assemblea sanvincenzina, Un’altra Piombino e Assemblea Popolare di Suvereto organizzano un incontro pubblico per far luce sulla situazione dei rifiuti e della società Asiu.
«La Val di Cornia - scrivono - non rispetta le leggi sulla raccolta differenziata e fa pagare ai cittadini un’ecotassa. Non solo, anziché adeguarsi progressivamente agli obiettivi nazionali ed europei che imponevano il 65% di raccolta differenziata nel 2012 (nel 2020 dovrà essere del 70%), l’Asiu ha una performance regressiva passando dal 40% del 2010 al 33% del 2013. Lo dicono i dati della Regione, forniti dall’assessore Bramerini e dalle agenzie regionali competenti. Un indubbio fallimento accompagnato peraltro da crescenti perdite d’esercizio di Asiu che nel 2013 sono state di oltre 500mila euro. Soldi che pagheranno i cittadini con le bollette».
Ma il quadro negativo non si ferma qui. Le liste civiche ricordano che la discarica di Ischia di Crociano è in fase di esaurimento, citano il caso dell’impianto per la produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) costruito nel 2007, costato oltre 3,2 milioni e mai entrato in esercizio. «Inoltre l’Asiu non si occupa più solo di rifiuti urbani. Nel 2008, senza che nessuna discussione sia mai avvenuta nei consigli comunali (escluso Piombino), Asiu ha acquistato le azioni del Comune di Piombino nella società Tap, pari al 70%, assumendo l’onere dell’aumento del capitale sociale di quella società (da 220.000 a 4.400.000 euro ) e quello della gestione dell’impianto. Dunque oggi Asiu, e quindi tutti i Comuni della Val di Cornia, sono proprietari e gestori di un impianto pensato e realizzato per il trattamento di scorie industriali prodotte dall’area a caldo dello stabilimento Lucchini, oggi definitivamente chiusa. Un impianto costato 11 milioni e che perde 100mila euro al mese in costi di gestione».
«In questo scenario molto preoccupante - proseguono le liste civiche - s’inserisce la decisione del 2011 di aderire all’Ato Sud con Grosseto, Arezzo e Siena che, da tempo, hanno individuato un gestore unico (la società Sei Toscana) che dovrà necessariamente subentrare ad Asiu per la gestione dei rifiuti urbani. Non si conoscono i termini degli accordi. A oggi la gestione dei rifiuti urbani è svolta ancora da Asiu, sulla base di una proroga del contratto di servizio approvata dai Comuni. Quello che i sindaci hanno fatto trapelare è che vorrebbero mantenere per loro, tramite Asiu, la gestione della discarica di Ischia in esaurimento e l’impianto Tap per il trattamento di scorie Lucchini che non saranno più prodotte. Se così andrà al posto di un gestore unico dei rifiuti, come impone la Regione, in Val di Cornia potremmo addirittura averne tre: la Sei Toscana per la raccolta dei rifiuti urbani, l’Asiu per la gestione della discarica e la Tap».
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