Proteste
Sfrattata rischia di perdere la figlia
Dramma a Venturina di una donna che chiede aiuto: lei ha 43 anni e la bambina appena quatro. Sfratto entro la fine di marzo
VENTURINA. La mamma è una sola e insostituibile; un legame indissolubile quello tra madre e figlio basato sull'amore reciproco. Spezzarlo sarebbe un reato là dove amore e affetto vengono prima delle cose materiali. Eppure Elena, 43 anni, teme che il legame con sua figlia di 4 anni possa essere tranciato di netto a causa di una situazione economica compromessa che, tuttavia, non ha mai ostacolato l'educazione e la crescita della bambina alla quale non ha mai fatto mancare niente: dall'amore ai giocattoli, dalle coccole agli abitini colorati fino a una buona educazione basata sui valori della vita; quei valori che è più facile insegnare e apprendere quando l'esistenza ti ha messo a dura prova.
Entro il 31 marzo, Elena subirà lo sfratto, poiché non è più in grado di sostenere le spese dell'affitto. Eppure, nonostante la domanda mai accettata per l'alloggio popolare, la signora si trova sempre nella condizione di qualche anno fa, ovvero un'abitazione in affitto con tanto di bollette da pagare. Più volte Elena si è rivolta alle assistenti sociali, ricevendo qualche aiuto, ma non sufficiente. Adesso che siamo verso lo sfratto, Elena si è sentita messa alle strette, sentendosi dire che, qualora dovessero intervenire le forze dell'ordine per sfrattarla, la prima ad essere messa in sicurezza sarebbe la bambina.
Una frase che ha aperto uno scenario drammatico, perché il legame tra madre e figlia è profondo, come è giusto che sia; e dividerle creerebbe una separazione dolorosa per entrambe. Come spiega Elena «Sono una donna che ha sempre lavorato, non chiedendo mai niente a nessuno e facendo qualsiasi tipo di lavoro, anche quelli più duri.
"Da due anni, da quando ha chiuso il bar dove lavoravo, riesco a trovare solo lavoretti saltuari- aggiunge Elena - Ecco il motivo per cui non riesco a far fronte a tutte le spese, compreso l'affitto, rimanendo indietro nei pagamenti e ricevendo lo sfratto. Rivoltami ai servizi sociali per chiedere un aiuto abitativo, mi è stato risposto che case non ce ne sono e che avrei dovuto trovarmi un altro appartamento in affitto. Praticamente mi devo arrangiare.
Quindi se non trovo una soluzione, entro due mesi, potrebbero portarmi via la bimba. Pertanto chiedo pubblicamente un lavoro per affrontare dignitosamente questa situazione e vivere tranquillamente la mia vita con la mia bambina. Chiedo inoltre al comune di Campiglia di trovare una via d'uscita che non sia dolorosa. Da parte mia ci sarà la massima collaborazione».
Dunque un quadro delicato quello descritto, che l'assessore Alberta Ticciati ha dichiarato di prendere in seria considerazione per evitare soluzioni drastiche.
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