Il Tirreno

Parco minerario, offerta della D’Alarcon

di Luca Centini

L’ex partecipata di Porto Azzurro mette sul piatto 41.751 euro. Ma il Comune farà valere il suo diritto di prelazione

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RIO MARINA. L’ex partecipata del Comune di Porto Azzurro D’Alarcon mette le mani sulla società Parco minerario di Rio Marina. O, più precisamente, avrebbe voluto mettere le mani sul Parco, dal momento che all’aggiudicazione provvisoria del 75% delle quote, messe all’asta dalla Provincia di Livorno per un valore di poco più di 11.000 euro, non seguirà un’aggiudicazione definitiva. Questo perché il Comune, secondo quanto conferma la Provincia di Livorno, ha fatto valere in tempo utile il diritto di prelazione sulle quote. Eppure, in queste ore, la mancata sospensione dell’asta - richiesta a più riprese dal Comune di Rio Marina (e non solo) - e la conseguente apertura delle buste ha seminato parecchi dubbi.

Dubbi relativi all’efficacia del diritto di prelazione da parte del Comune di Rio Marina e dall’eventualità di un ricorso da parte del privato, una volta che non vedrà concretizzarsi l’aggiudicazione definitiva delle quote. Perplessità condivise dallo stesso sindaco di Rio Marina, Renzo Galli. Tuttavia, a poche ore dall’apertura delle buste, il presidente della Provincia, Alessandro Franchi, ci tiene a sgombrare il campo da possibili fraintendimenti. «Non c’erano alternative all’apertura delle buste, dovevamo farlo per legge. Ma il risultato non cambia – spiega il presidente della Provincia – l’aggiudicazione ai privati è provvisoria. Il Comune di Rio Marina ha esercitato il diritto di prelazione nei 60 giorni previsti dalla legge e a ciò si aggiunge un interesse concreto ed espresso pubblicamente dal presidente della Regione. C’è tutto il tempo, insomma, e c’è la volontà da parte nostra di favorire il percorso nell’interesse del Comune di Rio Marina che ha esercitato la prelazione». «Siamo tranquilli - fa sapere il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli - e convinti di aver esercitato la prelazione nei modi e nei tempi previsti dallo statuto».

L’asta. La Provincia, come si evince dal verbale dell’asta pubblica, ha pubblicato l’avviso dell’alienazione delle quote lo scorso 9 gennaio. Da quella data, secondo l’ente pubblico, sono scattati i 60 giorni a disposizione dei soci (il Comune di Rio Marina è l’unico, oltre alla stessa Provincia) per far valere il diritto di prelazione. Il consiglio comunale, quindi, ha esercitato il diritto di prelazione in largo anticipo, secondo quanto ritiene la Provincia, con la delibera emessa alcuni giorni fa. Altro chiarimento che giunge dalla Provincia di Livorno riguarda la spesa che lo stesso Comune dovrà compiere per impossessarsi delle quote. Il privato ha depositato un’offerta da 41.751 euro per acquistare il 75% delle quote della società Parco. Ma il Comune non dovrà pagare quella cifra, dal momento che la prelazione, secondo lo statuto, si esercita rispetto al valore patrimoniale netto della società (11.750 euro).

Spunta la D’Alarcon. L’apertura delle buste ha svelato, infine, quali fossero i privati interessati a rilevare il pacchetto di maggioranza della società parco minerario. Molto interessati, viene da dire, visto che la busta conteneva un’offerta pari a circa il quadruplo del valore patrimoniale netto delle quote. L’offerta da oltre 41.000 euro arriva da Porto Azzurro e, in particolare, dall’ex società partecipata D’Alarcon, che lo scorso anno è stata privatizzata e attualmente gestisce una serie di servizi pubblici, tra cui la gestione dei parcheggi a pagamento. Capofila della nuova D’Alarcon è l’impresa Forti Yachting Partners (che ha gestito l’approdo turistico di Porto Azzurro). È chiaro come l’interesse per la gestione della società Parco per eventuali soci privati sia legato all’espetto dell’estrazione e commercializzazione del minerale.

Alatoscana. Ma non è solo il Parco minerario ad aver suscitato l’interesse della società a responsabilità limitata, di cui Forti è capofila. L a D’Alarcon, infatti, ha presentato un’offera da 10.151 euro per acquisire le quote di Alatoscana, la società che gestisce l’aeroporto di Marina di Campo, di proprietà della Provincia. Una quota minoritaria (niente a che vedere con il 75% della società Parco minerario), pari allo 0,28% dell’attuale capitale sociale per un valore patrimoniale netto di 2804 euro. Anche in questo caso i soci hanno la facoltà di far valere il diritto di prelazione sulle quote o la clausola di gradimento nei confronti dei nuovi soci entro 60 giorni, a partire dallo scorso 9 gennaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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