Sicurezza
Tortolini: «Rinuncio al vitalizio»
Il consigliere Pd spiega che la sua è una scelta del tutto personale
PIOMBINO. «Rinuncio al vitalizio». Lo scrive in una nota Matteo Tortolini, consigliere regionale del Pd.
Il vitalizio è un istituto previsto per le Regioni italiane, così come per i parlamentari che a fronte di versamenti mensili da parte degli eletti prevede, con un sistema parzialmente sganciato dai contributi versati, la possibilità, per gli eletti toscani, di riscossione, compiuti i 60 anni, di un fisso pari a 1.400 euro lordi. Cifra che aumenta con il numero delle legislature fatte.
La Regione Toscana ha deciso di abolire il vitalizio riportando il tutto a un regime puramente contributivo di tipo privato, ma a partire dalla prossima legislatura. Nella legge finanziaria del 2014 è stata inserita la possibilità, su basi volontarie, di rinuncia alla riscossione del vitalizio per chi non ha ancora compiuto i sessant’anni a partire dalla legislatura in corso. Tortolini ha deciso così di rinunciare al vitalizio maturato nella legislatura 2010-2015.
«Non mi sono mai piaciuti certi dibattiti sul sistema dei vitalizi toscani - scrive Tortolini - dove c’è una reale vicinanza tra i contributi versati e l’assegno riscosso, a differenza delle altre Regioni. Così come è del tutto fuori luogo fare la lista dei buoni e dei cattivi rispetto all’utilizzo di questo istituto, che venne in origine concepito come strumento atto a superare un meccanismo censitario di accesso alle cariche pubbliche. La mia è una scelta del tutto personale e maturata dopo una riflessione tutta individuale».
«L’ultimo intervento sulle pensioni di milioni di lavoratori ha introdotto il contributivo e spostato in avanti la possibilità per tantissime persone di andare in pensione - prosegue Tortolini - Le istituzioni non sono parte distinta dal paese, per questo mi sembra del tutto naturale che i meccanismi di riscossione del vitalizio facciano i conti con queste novità. Inoltre, ma questa è una valutazione del tutto personale per cui non occorrono né medaglie, né commenti avversi, ho ritenuto, coerentemente con la legge che ho votato e che metterà fine ai vitalizi per i nuovi eletti, di adeguarmi a questa scelta a partire dal mandato che ho svolto in consiglio regionale, l’ultimo in cui era possibile usufruire dell’istituto del vitalizio».
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