Sicurezza
Processo sul porto, nuovo rinvio
Marciana Marina: il 25 marzo la decisione del giudice dell’udienza preliminare
MARCIANA MARINA. Si è chiusa con un nuovo rinvio l’udienza preliminare - la quarta - del processo sulla gestione del porto di Marciana Marina che vede, tra gli otto imputati coinvolti, anche il sindaco del comune del versante occidentale dell’isola Andrea Ciumei (che si è sempre difeso dalle accuse, dichiarandosi innocente e fiducioso nell'operato dei giudici).
Il prossimo 25 marzo, a meno di ulteriori rinvii, il giudice per l’udienza preliminare Antonio Pirato deciderà se emettere sentenza di non luogo a procedere nei confronti degli otto imputati o se, al contrario, disporre il rinvio a giudizio aprendo così la fase dibattimentale del procedimento, scattato in seguito alla lunga indagine della Procura, relativa alle procedure di affidamento dell’approdo turistico di Marciana Marina.
Ieri a Livorno è stata celebrata una nuova udienza “fiume”, nel corso della quale il giudice per l’udienza preliminare ha esaminato gli imputati Gianfranco Linari della società Portofino Srl e Stefano Ciumei, fratello del sindaco e all’epoca dei fatti vicepresidente del Circolo della Vela di Marciana Marina. Gli esami dei due imputati si sono prolungati per tutta la giornata di ieri. A tale proposito l’udienza si è conclusa con un nuovo rinvio.
Il Gup ha già fissato due nuove date per altrettante udienze che, di fatto, dovrebbero chiudere la fase preliminare del procedimento.
La prossima udienza è stata fissata per il 19 marzo: in quell’occasione è attesa la requisitoria del pubblico ministero, seguita dalle arringhe di cinque degli otto avvocati difensori degli imputati coinvolti nel processo. Ma il pronunciamento del giudice è atteso il 25 marzo, dopo i contributi dei tre legali rimasti.
L'inchiesta è scattata in seguito a un esposto da parte dell'allora minoranza consiliare riguardo alla gara di affidamento per la gestione dell’approdo turistico. I capi di imputazione vanno dall'abuso di ufficio alla turbativa d'asta, passando per il reato di corruzione in atti di ufficio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google