Il Tirreno

Il poliziotto non ci sta «Ora basta offese e minacce anonime»

Atto d’accusa di Francesco Presenti contro il Pd suveretano «Denigrano chiunque abbia opinioni politiche diverse»

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SUVERETO. Ora basta, dice Luciano Presenti. Basta con gli attacchi anonimi, ma basta anche con le diffamazioni. Si fa durissimo lo scontro sulle terme, ma più in generale sulla situazione politica suveretana, dove il Pd un anno fa è stato prima battuto sulla questione della fusione tra comuni e poi alle elezioni. Presenti, presidente di Assemblea popolare, la lista del sindaco in carica Giuliano Parodi, è anche un poliziotto. Ora è in servizio a Cecina, dopo una vita passata al commissariato di Piombino. «Non è certo la prima volta che subisco attacchi personali - dice - soprattutto da persone che non si firmano o rimangono anonimi».

Presenti si riferisce a «persone che hanno in uso l’account Facebook “Suvereto Protagonista”, riconducibile alla pagina ufficiale del Pd di Suvereto. C’è da dire che l’anonimato a Suvereto, sia su internet che nella vita reale in questi ultimi due anni si è molto diffuso, soprattutto perché sfruttato da persone di un certo orientamento politico per denigrare e minacciare chi ha un pensiero diverso».

Presenti cita una serie di account, dai quali sostiene di aver ricevuto minacce («che conservo sul mio computer»). Uno di questi, dice, corrisponde a un tipo molto conosciuto a Suvereto, uno che «continua ad avere influenza in un certo ambiente politico» e che, «dopo la vittoria nella campagna referendaria, mi aveva anche avvicinato amichevolmente offrendomi un posto di prestigio nell’allora futuro consiglio comunale, cosa che ho prontamente rifiutato sia per lo squallido metodo d’altri tempi che per dignità personale».

Non solo web. Presenti cita anche una lettera anonima: «Già il 25 aprile 2014, un mese prima delle elezioni, un anonimo o più anonimi, approfittando della mia pubblica adesione a un’escursione a piedi sul Monte Calvi, mi lasciava un invito a non occuparmi di politica perché avevo “famiglia da proteggere” e soprattutto perché “ti paghiamo con le nostre tasse per fare ben altro”. In quegli stessi giorni altro personaggio dell’altro pensiero politico mi messaggiava con nome e cognome queste testuali parole: “Ti ripeto un consiglio che ti ho già dato in passato ma vedo che non ti è arrivato, guardati le spalle! Poiché non vorrei che la tua foga e qualche sussurro sbagliato ti esponessero a figure poco belle delle quali francamente ti dovresti vergognare”».

«Non ho mai ricevuto segni di solidarietà da una parte politica, quella che si professa democratica - prosegue riferendosi al Pd - Con la mia professione ero consapevole che potevo sporgere denuncia e riuscire a identificare parte degli anonimi, ma non ho mai voluto, fino a oggi, trasferire queste problematiche in un’aula di tribunale e mettere a disagio una parte dei cittadini di Suvereto. La mia famiglia poi è abituata a minacce, lettere anonime e affini e questi eventi l’avevano solo minimamente turbata».

Poi presenti torna all’attualità, all’ultimo scontro sul quale abbiamo pubblicato un articolo sul giornale di ieri: lo scontro sulle terme. Con Presenti che accusava Suvereto protagonista (il Pd) di essere sottomesso a Campiglia, e Suvereto protagonista che replicava parlando di «pericolosa forma di deviazione antidemocratica».

«Non riuscire nemmeno a riconoscere la differenza fra una critica politica e un’offesa personale credo sia cosa grave - dice Presenti - ma gravissimo è reagire a mezzo stampa con vere e proprie accuse diffamatorie a livello personale che mirano non a ribattere il concetto politico della persona che le ha pronunciate, ma demolirne la serietà professionale e la onorabilità conquistata in tanti anni di duro lavoro con lo Stato e l'attività politica a livello locale».

«In 34 anni di servizio - aggiunge - sono stato così deviato da meritarmi ben 47 speciali riconoscimenti, una promozione per meriti straordinari e ho avuto l’onore e l’orgoglio di avere coordinato e diretto importanti operazioni di polizia giudiziaria contro cosche mafiose, rapinatori e altri autori di gravi reati. Allo stato attuale, non avendo giurisdizione su Suvereto, posso esprimermi politicamente come un normale cittadino, mi dispiace per loro ma in democrazia, appunto, è proprio così. I miei commenti sono sempre politici e mai denigratori della persona e pretendo da oggi che anche gli altri facciano altrettanto; se non sono in grado culturalmente di notare la differenza, non sarebbe male un po’ di studio giuridico. Suvereto non ha bisogno di una campagna elettorale continua, chi ha perso le elezioni accetti il ruolo importante di oppositore senza cercare con i sotterfugi di denigrare l’avversario».

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