Toscana
"I miei 89 anni: rifarei tutto per il teatro e per questa mia vita"
Ricordi di scena (e di famiglia) di Ubaldo Cortopassi insieme all'allievo Roberto Marini e all'amico fotografo Favilli
PIOMBINO. "Perché in città non si ricorda Felga Lauri? Attrice formidabile nata qui come me". Sarà che da poco è cominciato il nuovo anno e che ormai di primavere ne ha viste 89, ma la voglia di parlare di spettacolo, soprattutto di teatro resta tanta è per Ubaldo Cortopassi decano degli attori piombinesi, per tanti anni titolare dell’omonima trattoria (lasciata nel 2004, oggi L’Ubaldino) luogo d’incontro per eccellenza, dopo lo spettacolo, per gli artisti di scena al Metropolitan.
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Sguardo ancora fiero, lo stesso che salta fuori dalle pagine di “Cinemasessanta”, rivista specializzata d’eccellenza per quarant’anni. Ubaldo parla con passione della grande storia, delle dinamiche della scena, dei grandi nomi che ha incrociato (tipo Salvo Randone, Albertazzi o Anna Magnani) ma bisogna insistere per farlo scavare nella memoria personale. Però ad aiutarlo c'è Roberto Marini che è stato tra i suoi primi e validi “allievi” e ancora molto attivo in città.
Ad occuparsi di immagini e ritagli pensa l’amico di sempre Romano Favilli. Ubaldo alla scrivania come in scena, attorno la storia per pièce e “oggetti”.
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"La crisi delle acciaierie, terribile – commenta – sono convinto che Piombino ce la farà. Con la fabbrica non ho mai avuto niente a che fare: mi sono innamorato del teatro assistendo a “La traviata”, che avevo 5 anni, il ricordo più bello. Una rivelazione per me nel teatro realizzato dall’Accademia dei Ravvivati, oggi Metropolitan. Poi? – aggiunge – Sono stato tanto in giro, teatro, cinema... sono tornato per amore di mia madre, della mia famiglia. Il ristorante dal 1963? Sempre una porta sul teatro, come la mia casa dov’è nata la compagnia teatrale “I 4”, grazie alle capacità recitative di mia moglie Elda e di mia della sorella Luria".
"È ne “I 4” - d’aiuto Roberto Marini - che affondano le radici delle tante associazioni teatrali di oggi. Dopo la prima pièce, “L'uomo dal fiore in bocca”, il gruppo prosegue a delineare una felice realtà culturale del territorio, riscontrando successo e riconoscimento. Nei primi anni Ottanta mettemmo in scena insieme a Valeria Parrini “Cecé”... un successo. Ma Ubaldo - conferma Marini - aveva partecipato a film come “Benur” o “Actung Banditi” con la Lollobrigida. Poi entrando nella scuola di Wanda Capodaglio, che sarà la sua guida sempre, per lui ci fu solo il teatro".
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"Far visita a Cortopassi – sottolinea Favilli – dopo averlo fotografato a lungo in scena... è parlare con una persona ricca di ricordi, come ripete lui “il teatro entra dentro e non ti lascia mai”".
"Da noi alla trattoria – riprende Ubaldo Cortopassi - si fermavano tutti, una delle ultime? Franca Rame. Mi spiace non aver mai visto il lavoro di Dario Fo dedicato a San Francesco... ma chissà...".
Così, lo spettacolo deve continuare. Passano a salutarlo la nipote Glenda (figlia di Lauria, col bisnipote Marzio 9 anni, che corre ad abbracciare e a baciare lo “zio”).
"Ecco rifarei tutto - Ubaldo sorride - per il teatro, per la mia famiglia... e per questa mia vita".
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