Il Tirreno

È fatta, i beni demaniali sono del Comune

di Luca Centini

Dall’Arsenale delle Galeazze agli ex uffici postali: un patrimonio strategico che la giunta Ferrari dovrà rivalutare

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PORTOFERRAIO. Anche l’ultimo passo è stato compiuto. Il Comune di Portoferraio ha trasmesso all’Agenzia del Demanio la delibera del consiglio comunale con la quale ha confermato la richiesta di trasferimento, a titolo gratuito, di una lunga serie di beni demaniali.

Alcuni di questi, come l’ex ufficio postale in piazza Pietro Gori e una parte della Teseo Tesei, sono da considerare strategici per l’amministrazione guidata da Mario Ferrari. A giorni, dunque, il Demanio dovrebbe chiudere il percorso, attivato sulla base del Federalismo demaniale, e avviato dalla precedente amministrazione Peria.

Cosa ottiene il Comune. L’amministrazione comunale potrà gestire in modo autonomo i beni che l’Agenzia del Demanio ha deciso di cedere in modo gratuito agli enti locali.

La giunta potrà quindi decidere di alienare il bene ottenuto dal Demanio, trasferendo all’agenzia il 25% del ricavato. Qualora non decidesse di vendere, il Comune avrebbe le mani libere per poter avviare un percorso di riqualificazione del bene ottenuto dal Demanio.

La partita per Portoferraio è particolarmente interessante, dal momento che la lista dei beni ottenuti dal Demanio è particolarmente corposa. L’unico bene che il Comune di Portoferraio ha richiesto per disporne l’alienazione è un box in via Carducci. Ma sono altri gli immobili che fanno gola all’amministrazione comunale, nell’ottica di un loro riqualificazione. Stiamo parlando dell’arsenale delle Galeazze, il mercato coperto nel cuore del centro storico.

A questo si aggiungono gli uffici postali in piazzetta Pietro Gori, proprio di fronte al Comune che la vecchia amministrazione pensava di riutilizzare per accogliere gli uffici della polizia municipale (indirizzo che non sembra convincere l’attuale giunta, pur avendo confermato la volontà di riutilizzo per fini istituzionali). Altro bene strategico per il Comune è una parte dell’ex caserma della Teseo Tesei (alloggi, teatro e piazzale). Ma è nel centro storico che si trova gran parte dei beni richiesti dal Comune di Portoferraio, tra cui il Padiglione della Topa, i Forni di San Francesco e il bastione di San Francesco, sulla strada di accesso alle Viste.

Il riutilizzo. Insomma, lo stock di beni che ritornerà in mano al Comune è di assoluto rilievo. E in questi giorni è in corso un dibattito serrato interno alla giunta, relativo a come riutilizzare i beni ottenuti gratuitamente dal Demanio.

«Si tratta di beni per il cui rilancio occorreranno idee e finanziamenti – spiega l’assessore al Demanio, Angelo Del Mastro – posso solo dire che si tratta di immobili strategici, dalla cui riqualificazione dipende lo sviluppo futuro della città e, in particolare, del centro storico. Non siamo ancora in grado di svelare come riutilizzeremo gli immobili, ma è certo che ciascun progetto sarà parte di un ripensamento complessivo della città. Tutti i beni demaniali sono strategici, ma è chiaro che la Teseo Tesei e l’Arsenale delle Galeazze hanno un’importanza particolare».

Compiere un salto di qualità e attivare un vero percorso di riqualificazione non è un’impresa così semplice. E, di certo, assorbirà molte energie dell’amministrazione. «La situazione è complessa ma stiamo già lavorando – assicura l’assessore al demanio del Comune di Portoferraio Angelo Del Mastro – gli uffici stanno compiendo l’inventario dei beni patrimoniali, quindi dovremo procedere alle alienazioni. Altra partita cruciale è quella dei finanziamenti comunitari. Servono tante risorse, grazie alle quali potremo elaborare i progetti di riqualificazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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