Il Tirreno

Un consiglio urgente sulla sanità

Lo chiede Callaioli (Rifondazione) preoccupato per il disegno della Regione

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PIOMBINO. Un consiglio comunale aperto sulla sanità. Lo chiede Fabrizio Callaioli, consigliere di Rifondazione.

«Il presidente della Regione Enrico Rossi - dice Callaioli - si appresta a stravolgere l’organizzazione del Servizio sanitario regionale con una delibera di giunta in cui presenta, a pochi mesi dalla fine della legislatura, una proposta di legge in cui si riducono le 12 Asl toscane a 3 coincidenti con le Aree vaste nord ovest, centro e sud est. Tale riorganizzazione è affidata a 3 commissari e 12 vicecommissari che traghetteranno il vecchio impianto al nuovo che dovrebbe essere a regime dall’1 gennaio 2016. E’ inaudito che una riorganizzazione di tale importanza avvenga in fretta e furia solo per fare cassa attraverso la decadenza dei direttori generali, amministrativi, sanitari e dei servizi sociali. Nella proposta di legge si parla di mega dipartimenti interaziendali, di fusioni, di nascite di nuovi dipartimenti, mentre si accenna appena alle zone distretto o società della salute. Non sappiamo cosa succederà al nostro ospedale, mentre sui giornali si rincorrono articoli sulla sua possibile scomparsa per formare un unico ospedale trizonale (Val di Cornia, Val di Cecina ed Elba) con tre sedi separate: ma questo che vuol dire? Perderemo le unità operative esistenti, perderemo ancora autonomia? L’esempio di primariati su tre zone con i dirigenti che viaggiano continuamente lasciando, di fatto, i servizi acefali in una sorta di autogestione, li abbiamo già. Sarà questo che ci aspetta? O peggio?».

Rifondazione si chiede anche che cose ne sarà della zona sociosanitaria o società della salute (se entro il 31 marzo, quindi a riordino già in atto, verrà mantenuta), l’ambito territoriale resterà lo stesso, ci saranno accorpamenti o che altro? Tutto questo, dice Callaioli, «nel silenzio totale dell’amministrazione comunale che sembra subire lo sfascio senza fiatare». Per questo chiede «che venga convocato con estrema urgenza e non oltre la metà di febbraio un consiglio comunale monotematico sul riordino del Ssr, aperto e alla presenza dell'assessore regionale e del direttore generale dell’Asl 6 per discutere su quanto avverrà dopo l’1 marzo».

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