Gioco
Istruzioni per l’uso anti cyber bullismo. Genitori alle medie
Sabato riunione di educazione alla salute e alla legalità Insieme al dirigente Maurizio Grassi la polizia e l’Asl 6
PIOMBINO. Continui episodi di cronaca tengono fissi i i riflettori su bullismo e cyberbullismo. Le caratteristiche fisiche, l’orientamento sessuale, pure la mancata adesione ai canoni imperanti di bellezza i motivi scatenanti degli atti di aggressione tra compagni di scuola. Nuove tecnologie, nuovi strumenti di pressione: per 83 ragazzi su 100 l’uso di internet e del cellulare rendono più dolorose le molestie (da statistiche nazionali). Sabato (dalle 10,30 alle 12) proprio per discutere di questi argomenti sono stati convocati dal dirigente scolastico della media “Guardi”, Maurizio Grassi - nella sede di via Togliatti - i genitori dei ragazzi delle tre prime D, F e G. «Una riunione preventiva – spiegano in commissariato e all’Asl 6 – anche per parlare del progetto di educazione a salute e legalità, che proseguirà per i prossimi tre anni».
Eppure sembrava fuori posto quando, nel 2012, sul suo blog, la scrittrice americana Janell Burley Hofmann postò il contratto in 18 punti che il figlio aveva dovuto sottoscrivere per ricevere e poi utilizzare lo smartphone (regalo di Natale, il ragazzo aveva 13 anni). Contratto che circolò moltissimo online, generando discussioni sul rapporto tra gli adolescenti e le nuove tecnologie e sull’intervento educativo dei genitori in questo contesto. Pur valido riassunto di buona educazione e adeguato rispetto (che oggi manca).
Ma le istruzioni ci vogliono. Gli alunni (già dalle elementari) sono sempre connessi ai social network da smartphone: il 90% ha una connessione internet, il 60% è connesso anche durante le ore di lezione. Nonostante che i docenti da sempre ricordino ai genitori che l’uso del cellulare in tutti i locali della scuola costituisce un’infrazione disciplinare; e nel caso che l'insegnante si accorga del cellulare acceso è autorizzato a sequestrarlo e a restituirlo solo al genitore. Sospetti di cyber bullismo o di foto scattate all’interno dell’istituto? Il docente è autorizzato a visionare la galleria delle foto e i messaggi. Atti a cui gli insegnanti non vorrebbero arrivare, ma succedono.
In realtà pure in via Togliatti una riunione in proposito c’è già stata, a metà dicembre, però solo per i delegati delle classi sempre col dirigente Grassi, con l’ispettore Antonio Solito (ufficio minori-squadra anticrimine) e un rappresentante dell’ufficio educazione alla salute Asl 6; poi ne era stata data informazione alle famiglie. Ma ora è arrivata la convocazione per sabato, per tutti: visto che anche alla Guardi non mancano (pur in una buona situazione generale di formazione) criticità legate proprio all’uso del cellulare e delle nuove tecnologie in generale.
Spesso i bambini/ragazzi non si rendono conto di quanto possono far male ed essere vittime loro stessi di frasi e foto che per loro possono apparire divertenti ma che in realtà potrebbero essere punibili legalmente (le immagini di un bambino sotto i 14 anni possono essere considerate materiale pedo-pornografiuco). Poi c’è l’uso di facebook, che dovrebbe essere solo per maggiorenni, o le foto e frasi in chat - non si possono cancellare davvero - e sono sempre consultabili dagli organi di polizia per un periodo di dieci anni. Tra l’altro in commissariato a Piombino sono in corso diverse indagini (una decina i minorenni coinvolti) per uso improprio di cellulare e scambio di foto non autorizzate. Ecco perché, già nel corso della riunione di metà dicembre, era stato richiesto soprattutto – da parte dei genitori – un maggior controllo dei contenuti del computer di casa e del telefono dei ragazzi e dei tempi di utilizzo (mai di notte) più il sollecito di non portare il cellulare a scuola o comunque (se proprio la famiglia stabilisce che non se ne può fare a meno) di tenerlo spento all’interno dell’istituto.
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