SUVERETO Saranno intonacati completamente gli esterni della chiesa della Madonna di Sopra la porta e le sarà dato un colore tendente al giallo paglierino, con i lavori già iniziati con la posa delle impalcature. Così è stato confermato nel corso dell’assemblea al Ghibellino convocata per rispondere a richieste di chiarimento su questo tema e, di conseguenza, sui criteri generali per gli edifici del centro storico.
Molti residenti e i turisti apprezzano, infatti, il caratteristico aspetto in pietra viva di quelle facciate che lasciano intravedere i mutamenti e gusti susseguitisi nei secoli di storia locale, pur consapevoli delle usanze medievali di intonacare e pitturare (anche il palazzo comunale e il chiostro quindi?). Senza contare il costo aggiuntivo se si vuol rimediare al continuo e antiestetico decadimento degli intonaci stessi.
All’incontro promosso dal locale ente valorizzazione c’erano il sindaco Giuliano Parodi, i consiglieri Marco Cecchi e Claudio Parenti e il geometra Maurizio Trambusti autore del progetto.
«La polemica che si è generata in questi giorni sui lavori di manutenzione della chiesa della Madonna – afferma il sindaco - mi lascia basito. Si tratta di un intervento che inizia l'iter burocratico nel 2012 e vede nel giugno del 2013 la sua conclusione, con le prescrizioni circa gli interventi da fare e come farli da parte della Sovrintendenza. È bene ricordare che l'edificio stesso è proprietà della Curia e, essendo un bene tutelato, la giurisdizione in materia è unicamente dell'organo preposto, la stessa Sovrintendenza dei beni culturali. Quando si parla di interventi di questa natura si deve far riferimento alle “Carte per il restauro”, norme tecniche per la conservazione dei beni architettonici ed ambientali degli anni ’70 che affronta le relative problematiche teoriche e metodologiche. Al di là delle opinioni o del gusto di ognuno, quando si parla di restauro di un bene è buona norma affidarsi a chi ha competenze specifiche».
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La chiesa della Madonna risale al 1772 e dai documenti del tempo risulterebbe intonacato, come lo è stato fino a qualche decennio fa. L’intonaco infatti è caduto col tempo ed ha lasciato intravedere le pietre con le quali i suveretani, devotissimi nei secoli della Madonna miracolosa, avevano costruito l’edificio. Perché intonacare di nuovo col rischio che ben presto si deteriori e stridendo con l’ambiente circostante?
A queste tesi si obietta che gli edifici storici vanno restaurati come erano stati concepiti, pur rispettando i mutamenti di stile avvenuti nei secoli. Una curiosità: in origine nella facciata erano aperte due finestre allo scopo di mostrare l’interno barocco ai passanti, anche col portone d’ingresso chiuso, come quelle riaperte nella chiesa del Crocifisso. Perché non fare altrettanto se così era in origine la facciata?
Infine molti si chiedono se, a parte i vari beni artistici, per le facciate della abitazioni si dovrà sempre intonacare, ma la risposta è che, di volta in volta, si terrà conto del contesto nel quale sono, per non creare un continuo contrasto di stili.