Gioco
Vertenze sindacali, crescono le pratiche per recuperare crediti
Solo agli uffici legali della Cgil lo scorso anno ne sono state attivate 582, tra le categorie più presenti il commercio e i locali pubblici, il settore metalmeccanico e quello dell’edilizia
PIOMBINO. Sono 822 le pratiche aperte in un anno dagli uffici legali della Cgil a Livorno e nelle sedi distaccate di Cecina, Rosignano, Venturina, Piombino e Portoferraio. E il recupero crediti occupa il primo posto tra le cause per le quali i lavoratori si rivolgono al sindacato.
Lo fanno soprattutto per liquidazioni e salari non corrisposti. Un problema vecchio. Che la crisi acuisce.
Nel totale di 582 ci sono anche una cinquantina di procedure concorsuali attivate per fallimenti o concordati preventivi.
Il secondo posto, con un distacco netto, è occupato dai contenziosi legati alle violazioni contrattuali. Centoventuno nel 2014. Impugnazione di provvedimenti disciplinari, corrispettivi economici che si ritiene non siano stati pagati in maniera corretta.
Una parte delle prestazioni erogate si concentra sui contolli delle buste-paga e del trattamento di fine rapporto. Nel 2014 sono state 119.
«Da considerare che a fine dicembre le pratiche in carico ai nostri uffici erano ben 3.882. Alcune iniziate due anni fa. E questo dice molto sulla lentezza in cui in molti casi si è costretti a procedere», afferma Antonella Di Giambattista, responsabile dell’ufficio provinciale.
Soprattutto nel caso di fallimento o procedure analoghe i tempi sono destinati ad allungarsi. Come lo sono per le difficoltà economiche delle imprese. «Fino a quando le cose andavano meglio, il più delle volte i contenziosi economici si risolvevano con una certa celerità. Adesso tutto è più difficile. E i mesi passano», prosegue Di Giambattista.
Alla sede piombinese, in via Roma, si sono rivolte 61 persone. Ventidue a Venturina. I dati statistici della Cgil dicono che anche in Val di Cornia, come nel resto della provincia, la categoria con maggior numero di vertenze è quella della Filcams che accoglie soprattutto le imprese commerciali, i locali pubblici, le mense.
In questo settore sono state 397 le vertenze aperte, 140 nel metalmeccanico, 89 nei trasporti e 80 in edilizia. A Venturina occupa spazio anche il comparto agricolo.
C’è un dato più politico che Antonella Di Giambattista vuole sottolineare: «Adesso, chi perde il lavoro fisso può trovarlo solo precario. Il tempo indeterminato non esiste più. La regola è quella dei 36 mesi, consecutivi e non. Lavori tre o quattro mesi, poi stai a casa e poi rientri fino a maturare i tre anni. A un datore di lavoro conviene di più un contratto del genere. Più degli incentivi. Le storie di chi si rivolge a noi lo testimoniano: non sono le regole che mancano. A mancare è il lavoro. La possibilità di licenziare c’era, diritti e doveri erano già codificati. Adesso siamo sempre più nella giungla».
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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