Sicurezza
«Ecco perché abbiamo preso le quote»
Il sindaco Galli spiega la scelta: «Vogliamo gestire noi i progetti di valorizzazione della società Parco minerario»
RIO MARINA. «Ecco perché il Comune di Rio Marina ha esercitato il diritto di prelazione sulle quote del Parco minerario». Il sindaco delll’ex comune minerario Renzo Galli spiega la scelta del consiglio comunale che ha voluto mettere le mani sul 75% della società Parco minerario messe in vendita dalla Provincia. L’asta per l’alienazione delle quote si è tenuta ieri, anche se l’apertura delle buste è stata posticipata al 2 febbraio. Secondo quanto apprendiamo ci sarebbe solo un’offerta pervenuta da un privato. Offerta che tuttavia sarà priva di efficacia visto il diritto di prelazione esercitato dal Comune di Rio Marina.
Nel presentare la proposta di acquisto delle quote della Parco (il 75% per circa 11mila euro) davanti ai consiglieri comunali, il sindaco Renzo Galli ha ribadito l'importanza strategica del Parco per la comunità riese, non solo in termini di volano di sviluppo, ma anche come contenitore della storia e della cultura del versante orientale e come tale da preservare.
«Il Comune è stato costretto a intraprendere questa strada, fra l’altro in controtendenza rispetto agli indirizzi in materia di partecipazioni degli enti locali, per salvaguardare questi valori che avrebbero potuto disperdersi – spiega il sindaco di Rio Marina, Renzo Galli – oltre al fattore storico-culturale, hanno inciso sulla decisione i progetti di valorizzazione ipotizzati dall’amministrazione e già rappresentati alla Provincia di Livorno, che prevedono la ricapitalizzazione della società mediante il conferimento di beni e l’individuazione di un advisor che elabori un progetto d’impresa, che può appoggiarsi non solo sul settore turistico, ma anche su quello delle missioni scientifiche, degli appassionati e collezionisti, fino agli scavi vissuti anche come attrazione».
L’amministrazione comunale di Rio Marina, pur avendo ancora i termini per esercitarla, ha già comunicato in via cautelativa le proprie decisioni all’altro socio (la Provincia), allo scopo di evitare qualsiasi eccezione o riserva da parte di qualsivoglia contro interessato. «Ho già inoltre preso contatto con la presidenza della Regione per comunicare la propria decisione e per condividere con essa un progetto di rilancio e di sviluppo nel senso prospettato anche dal presidente Rossi. Non appena completate le procedure di passaggio delle quote e della nomina del nuovo consiglio di amministrazione, contiamo pertanto di aprire un tavolo di confronto con la Regione per negoziare non solo il suo ingresso nella compagine sociale, ma anche la stipula di un protocollo d’intesa che disegni la mission e lo sviluppo della società. Nel progetto di sviluppo, per la parte di valorizzazione riguardante la comunità scientifica sarà coinvolta anche l’Università di Firenze che ha già dato la propria disponibilità a collaborare».
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