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Cda nominato ma è guerra tra Nogarin e i sindaci Pd

PIOMBINO. E’ scontro fra Pd e sindaco Nogarin sulle nomine del Cda di Casalp, la società delle case popolari. La presidente è l’architetto Vanessa Soriani, nominata qualche settimana fa. Il Cda...

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PIOMBINO. E’ scontro fra Pd e sindaco Nogarin sulle nomine del Cda di Casalp, la società delle case popolari. La presidente è l’architetto Vanessa Soriani, nominata qualche settimana fa. Il Cda risulta composto da Paolo Gangemi e Moreno Botrini per Livorno, Giovanni Salvini per la Bassa val di Cecina e Alessandro Bezzini per Val di Cornia ed Elba.

Mercoledì si è riunito a distanza di pochi giorni dalla seduta precedente il Lode, l’organismo ottimale di esercizio che riunisce tutti i comuni della provincia e che ha il compito di definire le linee politiche di Casalp. All’ordine del giorno l’ufficializzazione del consiglio di amministrazione. A seguito di numerosi incontri, sollecitazioni, passaggi talvolta sofferti e faticosi si è giunti prima alla nomina del presidente, poi alla scelta dei membri del consiglio: due in rappresentanza di Livorno e del suo hinterland (Collesalvetti e l’isola di Capraia), uno in rappresentanza della Val di Cornia e dell’isola d’Elba e uno per la bassa Val di Cecina.

Mentre negli ultimi due casi per la definizione dei nomi si è passati attraverso una discussione e condivisione, ciò non è accaduto per la scelta dei due membri espressione del territorio livornese che il Comune capoluogo ha voluto scegliere in completa autonomia. Dopo scontri e forti sollecitazioni di tutti i Comuni della provincia l’assessore Dijmgini si è detta «disponibile ad avviare un processo di condivisione su almeno uno dei due nominativi con il Comune di Collesalvetti».

Ma in seguito la frattura tra Livorno e provincia è stata netta. «E’ inammissibile che l’appartenenza ad un partito politico, qualunque esso sia, pregiudichi la possibilità di poter ricoprire un incarico o un ruolo per cui si ravvisino nel soggetto le caratteristiche di competenza e professionalità richieste dallo statuto che sono moralità, competenza, assenza di conflitti di interesse». Di questo si parla.

L’assessore Dijmgini ha rifiutato di prendere in considerazione la proposta di nominativo per il Cda avanzata da Collesalvetti perché tale soggetto possedeva la tessera del Pd. «Per ragioni di discontinuità rispetto al passato» così l’assessore di Livorno ha motivato la presa di posizione del suo sindaco.

«Un’affermazione grave e pericolosa – dichiarano gli assessori della provincia - che all’indomani della Giornata della memoria ci costringe ancora di più e con più attenzione a riflettere su quanto l’elemento pregiudiziale e discriminatorio abbia scritto le pagine più bieche e oscure della nostra storia. Nel vano tentativo di non ingessare l’attività di Casalp, senza però venire meno o ignorare i gravi segnali di intolleranza politica e istituzionale che si sono manifestati, abbiamo proposto di convocare l’assemblea dei sindaci prima di giungere a votazione così da sciogliere il nodo politico che non può più essere rimandato. Nonostante la nostra ripetuta richiesta abbiamo assistito all’ennesima prova di forza che il Comune di Livorno ha voluto imporre approvando, da solo, la composizione del Cda».

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